#hackalog: hacking IFOA’s catalog

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Il design thinking in azione per scomporre, scardinare e ripensare l’offerta formativa IFOA – Sapere Utile, il centro di formazione delle Camere di Commercio.
L’attacco al catalogo, organizzato dal Responsabile Catalogo corsi IFOA Francesco Buzzoni, è avvenuto il 26 e 27 in due splendide location: l’agriturismo Il Cavazzone di Viano e il Tecnopolo di Reggio Emilia. Dipendenti IFOA, influencer e esperti del settore hanno lavorato insieme per smontare e ripensare l’offerta formativa dell’area Web e Social Media.
Perché utilizzare il design thinking come metodo di lavoro?
Quando ci troviamo di fronte a una criticità andiamo alla ricerca della soluzione in base alla nostre esperienze pregresse e senza cercare percorsi alternativi; questo è un processo che mettiamo in atto automaticamente sia nella vita privata che in quella lavorativa. L’obiettivo del workshop era aggiornare l’offerta formativa IFOA senza cadere in soluzioni già “confezionate” e trovare nuove ispirazioni grazie alla collaborazione di influencer, professionisti e docenti dell’area web marketing, ex-studenti, dipendenti e collaboratori IFOA. Le attività di design thinking che si sono svolte sotto la guida di Matteo Vignoli (socio fondatore di Epoca e docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia) e Francesco D’Onghia (assistente di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia) avevano come obiettivo la revisione dei corsi a catalogo partendo da presupposti completamente diversi: spingersi oltre il conosciuto e progettare partendo dalle persone a cui quei corsi saranno rivolti e dalle loro esigenze reali. Brainstorming, interviste e prototipi sono gli strumenti che sono stati utilizzati per i due giorni di “attacco al catalogo” che si sono conclusi con l’ideazione di nuovi percorsi formativi e il ripensamento di un corso web e social già presente nel catalogo di IFOA.
 
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Stefano Torreggiani, founder di Impresagire, ha partecipato ad #hackalog nella veste di influencer, scopriamo il suo punto di vista.
 
1. Ciao Stefano, puoi presentarti brevemente e dirci in che ruolo hai partecipato ad #hackalog?
Sono libero professionista consulente, formatore e mentor per piccoli imprenditori, professionisti e startupper negli ambiti del marketing, web marketing e business planning. Ho partecipato in qualità di esperto del settore della formazione, docente ed esperto di software as a service.
2. Cosa ne pensi riguardo all’utilizzo del design thinking come metodo per la progettazione di servizi?
Lo considero un buon modo per innestare relazioni positive tra le persone che vi partecipano permettendo anche di “staccare” dalla quotidianità e di fare incontrare visioni differenti in modo costruttivo. Credo possa essere anche un buon metodo per rendere partecipi anche i più timidi.
3. Qual è il momento che ritieni sia stato più di valore in queste due giornate di workshop?
Tutti i momenti di condivisione dei risultati delle attività a mio avviso sono costruttivi perché permettono di sistematizzare il lavoro fatto. Inoltre anche le creazione di relazioni (anche di possibile business) con i partecipanti ritengo sia una ricaduta positiva indiretta.

Ad #hackalog il design thinking è servito non solo come approccio innovativo alla risoluzione dei problemi e all’ideazione di nuove soluzioni centrate sui bisogni dell’utente (human centered design), ma anche come momento condiviso per lo sviluppo di intuizioni di business e per facilitare il networking fra professionisti.

 

Foto di Piergiorgio Grossi (@PerG) e IFOA – Sapere Utile)