Architettura dell’informazione a Bologna – WIAD 2015

Sabato 21 febbraio era World Information Architecture Day (WIAD) una giornata mondiale promossa da The Information Architecture Insitute sui temi dell’Architettura dell’Informazione e della User Experience. Grazie all’impegno di NiEW quast’anno una delle location del WIAD era Bologna e non solo…il WIAD di Bologna era al terzo posto nel mondo con maggior numero di partecipanti.
La giornata è stata suddivisa in due parti: la mattina dedicata agli speech mentre il pomeriggio i partecipanti si sono cimentati in 3 workshop diversi.
La mattina si è aperta con Elizabeth Buie che nel suo speech “Usability in Government Systems” ha parlato dell’importanza dello User Experience Design nella progettazione dei sistemi delle pubbliche amministrazioni e in cui tutti siamo stakeholder; Alessandro Piana Bianco (Fjord Milano) ha invece affrontato il tema del Service Design applicato ai servizi bancari, delll’importanza e del valore dello storytelling nella visualizzazione dei dati, tanto cara ai sistemi bancari. Alessandro quando parla delle interfacce tipiche dei sistemi di banking parla di “opportunità mancata” da parte di questi sistemi nel portare vero valore aggiunto all’utente…come non essere d’accordo?
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A seguire Tommaso Monaldi e Andrea Santi  del Gruppo Loccioni hanno presentato il progetto 2Km di Futuro sul tema della Data Visualization per “trasformare i dati in valore” tramite l’innovazione dei sistemi. Nel loro speech “Race WITH the machine” Paolo Scarabelli e Gabriele Molari  di Tetrapack hanno introdotto il tema dello Smart Manifacturing: rivoluzione industriale in atto che deve essere sfruttata a vantaggio del lavoro umano. Lo speech ha anche toccato il tema della Digital Transformation e come essa porti al graduale ma inesorabile decadimento delle soluzioni verticali a favore di una progettazione sempre più incentrata sull’utente. ” Si può progettare la felicità ? Ma la felicità di chi ?” La mattinata si è conclusa con queste domande e una interessante riflessione su etiche e politiche dell’architettura dell’informazione con Italo Marconi di UbiquityLab.
Nel pomeriggio si sono svolti tre workshop in cui sono stati approfonditi alcuni dei temi affrontati in mattinata, passando dalla teoria alla pratica e lavorando con gli strumenti messi a disposizione: nel workshop “Il valore delle ricerche con gli utenti” grazie a Luca Rosati ed Elizabeth Buie si è affontato il tema della ricerca dei bisogni dell’utente prendendo come caso il terribile sito di Trenitalia. Il workshop tenuto da Gabriele Molari e Daniele De Cia “Introduzione pratica a Digital e Smart Manufacturing” aveva l’obiettivo di individuari scenari futuri applicando a casi reali presentati dai partecipanti i trend tencologici individuati nello speech della mattina. Il workshop “Big-data e Sense making. Generare valore con i dati ” tenuto da Corrado Rosi di Niew e Vasil Tabaku di IConsulting ha invece affrontato invece il tema della visualizzazione dei dati, prendendo come esempio un progetto  di visualizzazione dati sviluppato da Iconsulting per la Regione Emilia-Romagna a supporto della pianificazione della costruzione di casa di cura nell’area.
“Nel digitale non c’è una scarsita di spazio o risorse, c’è scarsità di attenzione e tempo da parte degli utenti”: l’evento si è concluso con l’intervento di Luca de Biase (responsabile di Nova24 del Sole 24ore) che ha ben riassunto la giornata presentando un punto di vista economico  ( e non solo) sul tema della tecnologia e dell’architettura delle informazioni, dando un senso comune a tutti gli interventi. Un sunto della giornata è disponibile anche nel suo blog.
La giornata si è conclusa ad Epoca con gli amici dello UX Book Club Romagna per un aperitivo di nuovo in compagnia di Elizabeth Buie:  una chiacchierata sull’usabilità nei sistemi informativi dei sistemi governativi (qui il suo libro sul tema). Elizabeth  ci ha poi presentato la ricerca che sta portando avanti nell’ambito del suo PhD alla Northumbria University, ovvero l’uso della tecnologia come nuova frontiera nelle esperienze trascendentali umane.