Bologna Service Jam: il più grande evento globale di Service design e Design Thinking fa tappa anche a Bologna

Dal 27 Febbraio al 1 Marzo 2015 persone interessate al mondo del Service design, della user experience e del Design Thinking si sono riuniti in più di 100 città in tutto il mondo in un evento globale chiamato Global Service Jam. Tra tutte queste città c’era anche Bologna, dove i nostri service designer Valeria e Francesco si sono occupati dell’organizzazione dell’evento, mentre Silvia, Susanna e Antonio hanno partecipato nel ruolo di mentor.

Ma che cos’è una Service Jam?
Non è una conferenza, non è un hackaton e nemmeno uno “startup weekend”. Assomiglia più ad una jam session musicale: ci si riunisce insieme, si portano i proprio strumenti, le proprie abilità, la propria voglia di divertirsi. La Global Service Jam funziona allo stesso modo, solo che invece di musica si scambiano e condividono idee, temi, metodi, che si mescolano tra loro. Insieme si costruisce qualcosa che da soli sarebbe impossibile fare. Si imparano nuove cose, si scoprono lati inesplorati del proprio lavoro e delle proprie competenze, si impara a utilizzarle in modo diverso e con persone diverse.
 
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Foto di Michele Famiglietti | www.widlab.com
 
Quest’anno la Bologna Service Jam ha coinvolto più di cento persone tra designer, developers, studenti, poeti, startuppers (o futuri tali), bambini, teatranti, educatori e makers.
In sole 48 ore i sette team di lavoro, aiutati dai mentor – esperti progettisti nel campo del service designer e della UX – e ispirati dai coach – figure con professionalità ed esperienze nel campo del cambiamento organizzativo, del business e della valutazione di impresa – hanno ideato, progettato, prototipato e testato sette idee di servizio innovative diverse.
Un momento speciale è stato dedicato anche ai più piccoli: la Jam Bolognese ha infatti ospitato la Children Design Jam, un momento speciale per i bambini dai 6 ai 10 anni alla scoperta del design e dell’uso dell’immaginazione e dell’inventiva per realizzare progetti concreti.
 
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Foto di Beata Lienkiewicz 

Questo prolifico weekend ha dato vita a sette idee di servizi che toccano vari momenti ed esperienze nella vita quotidiana delle persone. Chinder è pensato per far incontrare bambini in attività diverse da quelle classiche per creare nuovi momenti educativi e di svago; K+ ha un’idea di fondo simile, ma dedicata agli over 70 che hanno bisogno di fare più movimento e contrastare la solitudine; Sampo che tramite un’app e un wearable fa incontrare sconosciuti con interessi comuni e tempo da condividere tra un viaggio e l’altro; Time Flies invece è pensato per i viaggiatori che si spostano in aereo e che possono trovare compagni di viaggio con cui passare il tempo e condividere gli spostamenti. Apollonio è una piattaforma per il recupero urbano di spazi danneggiati tramite il coinvolgimento attivo dei cittadini; Emotional ha l’obiettivo di spronare le persone timide a interagire più facilmente con la gente tramite esercizi quotidiani; Talking Fish è pensato per l’inclusione sociale e l’accessibilità di gruppi con bisogni particolari come immigrati, o persone affette da disabilità.
La Bologna Service Jam torna l’anno prossimo, continuando a far conoscere il Service design e ad aggregare professionisti e persone interessate a questo settore.
Un ringraziamento speciale a tutti i partecipanti che hanno reso questo weekend ricco di emozioni.