L’envisioning per un nuovo modello di benessere: Epoca ed H2H sul resto del Carlino

Il benessere delle persone è ciò che ci guida in ogni progetto d’innovazione, che approcciamo con il design thinking, human centered per definizione.

Il resto del Carlino dello scorso 20 giugno racconta proprio di uno dei progetti che, insieme ad H2H, abbiamo realizzato negli ultimi mesi in Siemens.

Non c’è bisogno di spiegare chi sia Siemens. Forse quello che non tutti conoscono è il grande impegno di innovazione e ricerca che la nota multinazionale profonde nella promozione del benessere dei suoi dipendenti, che godono i frutti di questa attività: dallo smart working, alla palestra aziendale fino alla mensa healthy.

In questo contesto, già fortemente evoluto, Epoca, insieme ad H2H, ha indagato il concetto di benessere dei dipendenti e, utilizzando la tecnica dell’envisioning, ha delineato possibili scenari futuri di attuazione del servizio di facility management come driver di benessere organizzativo.

Il progetto è stato suddiviso in due fasi principali: la fase di ricerca e la fase di progettazione.

Nella prima fase di ricerca abbiamo intervistato e osservato i dipendenti, abbiamo parlato con chi all’interno di Siemens si prende cura di loro per far emergere punti di forza e aree di miglioramento del servizio attuale.

A partire dagli insights emersi, abbiamo condotto un workshop di co-design con Siemens Real Estate per individuare le linee guida dell’innovazione dei servizi di facility orientati al benessere.

Con la tecnica dell’envisioning siamo entrati nella fase di progettazione. Questa metodologia permette di immaginare e progettare scenari e servizi futuri rendendoli visibili al fine comprenderli e condividerli con il cliente.

L’idea del servizio viene quindi rappresentata mappando tutte le sue componenti come ad esempio gli elementi fisici, le modalità di interazione e le sequenze temporali con l’obiettivo di rendere il più possibile tangibile un’idea. L’envisioning infatti rende visibile l’invisibile e racconta una storia che ancora non c’è, ma che è già stata progettata ed è pronta da realizzare.

Carlino

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Perché partecipare alle JAM?

Il 27-28-29 giugno scorsi si è tenuta a Bologna la Design Against Crime e le nostre designer Chiara e Serena hanno partecipato in veste di Mentor.
Se non sapete cos’è una Jam potete leggere qui, invece per scoprire il valore di parteciparvi siete nel posto giusto.
La domanda che potrebbe sorgere spontanea è la seguente: ma perché un’azienda dovrebbe permettere a una risorsa di investire 2 giorni lavorativi per partecipare a questo tipo di eventi?

Epoca è da anni in prima fila nell’organizzazione delle JAM a Bologna e secondo noi i motivi per partecipare sono tanti:

1 Uscire dalla routine
Quando si lavora da un po' nello stesso posto e si è a stretto contatto con le stesse persone giorno dopo giorno, i comportamenti, le reazioni, fino ai pensieri, seguiranno un flusso che è quello costruito dalla routine. La creatività però non va molto d'accordo con la routine, infatti si alimenta di novità: nuovi stimoli, conoscenze, persone, esperienze, contesti, strumenti.

2 Apprendere facendo
Per formarsi e aggiornarsi si legge, si va ad eventi e a conferenze, ma la formazione frontale da sola non basta. C'è un adagio relativo all'educazione che spesso viene utilizzato “Dimmi e io dimentico, mostrami e io ricordo, coinvolgimi e io imparo” (Benjamin Franklin). Credendo che questa sia la strada giusta non potevamo non voler mettere le mani in pasta e sperimentare e dove meglio della JAM si può imparare facendo?

3 Tools
I tools del service design sono strumenti flessibili adattabili alle varie fasi di processo, elementi di supporto che ogni progettista interpreta secondo la propria sensibilità e il proprio mindset. Ecco allora che la JAM diventa un momento in cui professionisti provenienti da esperienze professionali molto diverse tra di loro, si siedono al tavolo e si confrontano sul modo di affronta lo stesso task.

4 Networking
Dove altro si possono trovare professionisti e studi che progettano insieme per due giornate intere? Fuori dalla giungla urbana dove è in corso la lotta per cacciare i clienti migliori la JAM è un porto franco in cui non ci sono più divisioni ma, tutti collaborano per poter finalizzare il progetto migliore.

5 Informalità
La Jam propone un metodo formativo informale: icebreaker, attività di team building, giochi e sfide si susseguono durante le due giornate. Ecco quindi un carnet di nuove attività da provare a riproporre nel quotidiano o nei workshop con i clienti per progettare in modo mai scontato. 

Due giorni che valgono molto come crescita personale e professionale, dai quali l’azienda che investe mandando un suo dipendente trae successivamente un beneficio perché si scambiano e condividono idee, temi, metodi, che si mescolano tra loro.  Si imparano nuove cose, si scoprono lati inesplorati del proprio lavoro e delle proprie competenze.

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Network 4.0 la centralità dei servizi nei nuovi modelli di business

Il 14 Giugno a Bologna Epoca ha organizzato l'evento Network 4.0 la centralità dei servizi nei nuovi modelli di business in cui professionisti di varie aziende si sono incontrati per lavorare assieme e sperimentare concretamente come la progettazione di nuovi servizi possa aiutare l’impresa a cogliere le opportunità di Industry 4.0, a fare efficienza sui processi, a migliorare le relazioni con clienti, fornitori e partner.

Scarica qui il report dell'evento

Tante conferme, grande energia e una nuova carica per affrontare le nuove sfide del 4.0!

Grazie a tutti

 

 

 

 

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Il Corriere – H2H ha aumentato i ricavi grazie ad Epoca

19 Giugno 2017 - Il Corriere 

Quando parliamo di service design, a volte ci guardano come se stessimo parlando di strumenti esoterici, affascinanti, ma poco tangibili nei risultati.

Questo articolo, uscito sul Corriere il 19 giugno 2017, riesce a cogliere esattamente i risultati che il service design può raggiungere: riprogettare servizi e touchpoint a partire dal cliente fa aumentare i ricavi.

Lo dimostra H2H, nostro cliente particolarmente sensibile e attento al service design.

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In H2H il cliente ha sempre ragione e fa bene ai conti

Workshop e interviste agli utenti, app, sensori. Grazie al design thinking la società di facility di Manutencoop ha ripensato i propri servizi e ha aumentato i ricavi. “Eravamo poco attenti alla percezione dei nostri utenti”

Nell’intervista al Corriere, Stefano Donati, AD di H2H (Human to human) spiega come, grazie al Design Thinking, è stato possibile migliorare il fatturato aziendale grazie alla definizione di una strategia di successo completamente incentrata sulla conoscenza dei propri clienti e dei loro bisogni: “eravamo concentratissimi sull’espletamento del servizio, ma poco sulla percezione registrata dai nostri clienti. (...)  Abbiamo cominciato a formare le persone  per cercare di entrare in empatia con i clienti.”

Oggi, a due anni dall’inizio di questa 'rivoluzione', i risultati estremamente positivi sono tangibili: “Nel 2016 abbiamo registrato il miglior risultato di sempre, 60 milioni di euro contro i 56 del 2015, ricavi portati a casa, in larga parte, con i clienti già in portafoglio, ma che ci hanno affidato nuovi servizi e lavori. La redditività è rimasta pressoché invariata perché abbiamo raddoppiato la spesa in innovazione raggiungendo quota 1,5 milioni”

Secondo l’AD, il segreto sta in un radicale cambio di prospettiva “prima pensavamo al rinnovo dei contratti, con Epoca abbiamo capito che era necessario costruire un servizio con i nostri utenti. Tutt’ora facciamo 4 workshop all’ anno per capire cosa vogliono”

Il cambiamento ha investito tutti gli ambiti dell’azienda: dall’organizzazione interna all’ecosistema dei touchpoint digitali, progettato per migliorare le procedure interne e la comunicazione con il cliente. “Si tratta di un cambiamento radicale, siamo andati verso una logica di trasparenza totale verso il cliente, ci autodenuciamo in un percorso particolarmente sfidante.”

Il cambiamento, una volta innescato, non si può fermare e i progetti in corso sono ancora numerosi: dai sensori per predire i guasti prima che questi creino disagio all’utente all’ampliamento della gamma di servizi progettati per cogliere anche bisogni inespressi.

I risultati dei nostri clienti sono la nostra soddisfazione più grande.

 

 

 

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Enea Laboratorio Cross-Tec.ENG

 
Innovazione
Since 2009, Epoca has partnered with the Cross-Tec Laboratory of Enea - which focuses on eBusiness solutions and technologies, in particular for SMEs, and promotes standards’ adoption. Our collaboration started when we worked together in the occasion of an Open Source project for the dematerialization of the purchasing cycle of Publics Administrations. We worked together to define the specifics of the UBL 2.1 Utility Statement, a document format for the dematerialization of technical information located in utility bills. During the years, this ongoing collaboration has grown and strengthened and resulted into a strong partnership with regard to PEPPOL, an European project.

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Cern.ENG

 
CERN-logo_outline

Epoca participates in the CBI Course at CERN in Geneva (www.cbi-course.com), sponsoring a multidisciplinary team composed of Italian and Spanish students selected respectively from the University of Modena and Reggio Emilia (UNIMORE) and the Escola Superior d’Administració i Direcció d’Empreses (ESADE) of Barcelona, who are challenged to develop an innovative service in support of industrial machinery maintenance, integrating the needs of maintenance services’ producers, consumers and suppliers.

The aim is to enhance the value of the proposed solutions thanks to the experience and capabilities of CERN researchers and to have the opportunity to test a prototype in an international scenery.

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Matteo Vignoli

Trasferire la conoscenza dall’Università e dalla ricerca alle imprese e alla società.

Matteo Vignoli è ricercatore presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Business Process Engineering, direttore del Food Innovation Program e visiting Scholar alla Stanford University. È l’unico membro italiano del Design Thinking SUGAR Network, una rete internazionale di università con più di 40 anni di esperienza nell’applicazione del Design Thinking all’innovazione.  È anche membro di Ideasquare, la piattaforma di Design Thinking innovation del CERN. Insegna in numerosi corsi di specializzazione e business school ed è autore di diverse pubblicazioni internazionali. Ha lavorato con molte imprese nazionali e internazionali su progetti di innovazione.

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Diego Macrì

Trasferire la conoscenza dall’Università e dalla ricerca alle imprese e alla società.

Diego Macrì è professore ordinario presso la Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, sede di Reggio Emilia. È delegato del Dipartimento per la Ricerca e il Trasferimento Tecnologico ed è membro del Consiglio di Amministrazione di Reggio Emilia Innovazione, la fondazione territoriale che si occupa, nella Provincia di Reggio Emilia, dei temi in oggetto. Insegna “Sistemi di controllo per il management” nel corso di laurea magistrale in Ingegneria Gestionale e “Fondamenti di economia aziendale” nel corso di laurea triennale. È stato il coordinatore del corso di studio in Ingegneria gestionale e membro del nucleo di valutazione del Politecnico di Torino. È autore di numerosi libri e pubblicazioni nazionali e internazionali. Ha collaborato professionalmente nell’ambito di interventi di ridisegno organizzativo, nella re-ingegnerizzazione di processi e nella progettazione di sistemi di controllo manageriale per importanti organizzazioni nazionali e multinazionali profit e no profit.

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h2h

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cineca

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Frontier city

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coopservice

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J4D

J4D è una progetto che si è aggiudicato i finanziamenti del Bando Servizi Innovativi per le pmi della Regione Emilia-Romagna, legato all’Asse 1 del Por Fesr 2014-2020.
Il progetto è promosso da Epoca, in collaborazione con:

  • il laboratorio CROSS-TEC di Enea
  • l’Università di Modena e Reggio-Emilia
  • Re2N, start-up innovativa bolognese.

Cos'è

J4D è un progetto di sviluppo di una piattaforma tecnologica, basata su standard di interoperabilità, che consenta a una community di sviluppatori di condividere e integrare servizi a supporto della dematerializzazione.

Come funziona

Grazie alla presenza di strumenti di collaborazione, diversi developers potranno sviluppare servizi modulari e integrabili tra loro, mettendoli a disposizione di tutti gli attori della rete JPEPPOL.
Il focus, come sempre qui in Epoca, è centrato sul concetto di innovazione combinatoria, che può consentire ad un servizio teoricamente nato come una commodity di evolvere in una soluzione avanzata (perché combinata) capace di generare esternalità di rete e di migliorare l’esperienza di tutti gli attori coinvolti, dagli sviluppatori ai partner fino al cliente finale.
L’Access Point diventa così broker, coordinatore e garante della qualità di servizi integrabili e innovativi, rispondendo ai bisogni espliciti e anticipando esigenze sempre più complesse, latenti o emergenti, dei clienti business in ambito di dematerializzazione.

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Iperbole

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Alessandra Salfi

LA RICERCA EMPATICA

Guarda il mondo attraverso le lenti del valore creato per il cliente

"Stand in someone else's shoes"

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Disposable Service mobile Ecosystem

I dispositivi mobile e le app da essi veicolate sono divenuti ormai fidati compagni di viaggio di chi si muove per scoprire il territorio o anche solo per fruire temporaneamente della sua offerta. D’altra parte, il vertiginoso aumento dell’offerta di app pone problemi inediti di selezione di ciò che è effettivamente utile installare e mantenere nella memoria del proprio dispositivo.
Infine, si diffonde la tendenza delle promozioni georeferenziate legate alla coupon-mania o comunque all’esigenza di selezionare e cogliere al volo le offerte più convenienti.

Cos'è

A partire dall’osservazione di questi trend, Epoca ha prototipato un ecosistema mobile che supporta l’utente nella selezione delle app utili rispetto alla sua posizione gps e al suo profilo, sollevandolo dall’onere di installare e disinstallare tutte le app necessarie in un tempo e in uno spazio limitato.
In concreto, il prototipo di Epoca mette a disposizione dell’utente automaticamente l’app giusta nel momento giusto.

Come funziona

L’Ecosistema mobile di Epoca va ben oltre i vantaggi di una semplice app e diventa un vero e proprio strumento di fidelity e analytics offrendo vantaggi a tutti gli attori di una rete complessa.
In particolare, l’utente finale può:

  • ricevere le informazioni utili e fruire di servizi tramite app al momento giusto
  • accumulare punti e fruire di offerte profilate (costruite cioè sulle sue abitudini e i suoi interessi)
  • divertirsi con strumenti di gamification
  • diventare parte di una community

Il decisore, identificato come l’aggregatore -il nodo centrale della rete- ovvero colui che mette in comunicazione interessi diversi, può:

  • pubblicare in modo dinamico contenuti e offerte specifiche, limitate nel tempo e profilate
  • offrire un servizio di pubblicazione di app, contenuti e offerte a partner e soggetti affiliati alla sua rete
  • raccogliere insight sulla comunità di utenti che utilizza il meccanismo
  • consultare statistiche
  • gestire programmi fedeltà.

Con l’Ecosistema mobile di Epoca, anche un numero molto rilevante di app, contenuti e servizi sono così coordinati, in maniera invisibile all’utente finale, all’interno di un unico sistema.

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Chiara Peretti

L’ESTETA RISOLUTA

Guarda il mondo attraverso le lenti della user experience

"Complicare è facile, semplificare è difficile. [...] Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare."

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Chiara Pezzi

LA VERSATILITÀ TENACE

Guarda il mondo attraverso le lenti della system integration

"Se fai solo quello che sai fare non sarai mai più di quello che sei ora."

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Centergross

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comune di modena

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Lab

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Cineca – nuovi approcci alla progettazione

Challenge

Definire la core competence del Service Design per i Progettisti Software di Cineca attraverso il trasferimento dell’approccio “Design Thinking” applicato al Business Process Design e all’Interaction Design (UX/UI), come fasi fondanti della progettazione di software usabili e funzionali, orientati alle vere necessità dei suoi utilizzatori.

Analisi

Cineca rappresenta un centro di eccellenza a livello internazionale nel campo dell’Information and Communication Technology e si contraddistingue per le comprovate competenze tecnologiche che negli anni le hanno permesso di ricoprire un ruolo d’avanguardia nella realizzazione dei più avanzati sistemi di elaborazione dell’informazione a favore della ricerca scientifica e tecnologica.

Con l’obiettivo di valorizzare continuamente il proprio capitale umano, Cineca ha espresso la volontà di rinnovare l’approccio alla progettazione software, estendendolo alla visione olistica della progettazione del servizio nella sua complessità, comprensiva del punto di vista di tutti gli stakeholders.

Ideazione

Epoca ha supportato Cineca nella sua missione progettando due workshop formativi per i suoi progettisti, con l’obiettivo di trasferire l’approccio human oriented per la progettazione di nuovi processi organizzativi e di interfacce digitali, come competenza complementare alla progettazione software sotto il puro profilo tecnico.

Sviluppo

Ogni workshop ha previsto il trasferimento teorico e pratico delle 4 fasi progettuali che caratterizzano il Design Thinking su specifici casi di studio individuati da Cineca nelle aree di Process Design ed Interaction Design.

Sono stati presentati framework, strumenti, tecniche e metodi di progettazione attraverso esempi e sperimentazioni pratiche sui casi di studio.

Risultati

I partecipanti ai Workshops hanno compreso e riconosciuto l’importanza dell’approccio olistico nella progettazione dei servizi software: dalla fase di ricerca dei bisogni inespressi degli utenti alla progettazione di una soluzione che li soddisfi, dall’analisi dell’esistente all’ideazione di concept innovativi, dalla prototipazione rapida delle proposte di soluzione all’esecuzione di test iterativi delle stesse.

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Dario Vezzali

IL MODELLATORE CANDIDO

Guarda il mondo attraverso le lenti della ricerca operativa

"Cerco l’equilibrio restando sempre me stesso"

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Service Design

 

 

Service design per la progettazione dei servizi

Epoca progetta nuovi servizi e ri-progetta servizi esistenti con il Service Design.

Un nuovo servizio in Epoca viene progettato organizzando persone, infrastrutture e processi in funzione del miglioramento della qualità delle interazioni tra utente, operatore e componenti tangibili e intangibili del servizio stesso.

Il Service Design offre quindi un insieme di strumenti utili alle aziende

  1. per affrontare le problematiche interne
  2. per migliorare l’esperienza del consumatore
  3. per creare valore aggiunto.

L’obiettivo finale è quello di progettare un sistema che supporti e soddisfi i bisogni dell’utente, dando priorità alle persone e alle esperienze.

Il Service Design ha un approccio multidisciplinare, che richiede la stretta collaborazione di una moltitudine di attori (progettisti, service provider e consumatori finali) e coniuga criteri di desiderabilità da parte di clienti e utilizzatori con la fattibilità tecnica e l’opportunità commerciale.

Il Service Design mette al centro la persona in tutte le fasi progettuali, seguendo un approccio User Centered design, in cui il cliente finale va conosciuto a fondo, cogliendone esigenze espresse e bisogni latenti. È per questo che in Epoca progettiamo ogni servizio in co-design, coinvolgendo il cliente e il futuro fruitore, entrando in empatia e adottandone il punto di vista. In tutti i nostri progetti oltre all’aspetto prettamente funzionale, poniamo al centro dell’attenzione l’esperienza degli utenti, che viene pensata con la stessa accuratezza di ogni altro aspetto del servizio.

D’altra parte, una profonda comprensione delle opportunità e dei limiti del contesto e della cultura aziendale ci consente di progettare servizi non solo desiderabili, ma anche implementabili dal punto di vista tecnologico e organizzativo e sostenibili per l’azienda.

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Mario Rinaldi

LA TECNICA AL DI LÀ DEI LUOGHI COMUNI

Guarda il mondo attraverso le lenti dell’architettura software

"La conoscenza è imparare qualcosa ogni giorno. La saggezza è lasciar andare qualcosa ogni giorno."

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Interaction design

User experience e User interface design

L’obiettivo che ci prefissiamo tutte le volte che progettiamo un servizio o un prodotto digitale in Epoca è comprendere, soddisfare e ad anticipare i bisogni e le aspettative dell’utente.

L’esperienza utente comprende infatti tutto ciò che avviene prima (le aspettative) durante (l’esperienza) e dopo l’interazione (il ricordo), all’interno di un contesto di svolgimento.

Il nostro compito quindi è quello di dare forma alle soluzioni, tradurle in artefatti tangibili, risolvendo problemi funzionali e formali.

Prima di tutto, però, dobbiamo davvero capire chi abbiamo davanti, quali sono i nostri utenti, banalmente per chi stiamo progettando.

Applichiamo quindi le 4 fasi del design thinking alla user experience.

  1. La prima fase è quella di comprensione. Ci permette di esplorare lo spazio del problema e di costruirci una visione a 360°. In questa fase entriamo nel dominio di business del progetto e lavoriamo insieme ai clienti, esploriamo la complessità del progetto, le idee, le aspettative, i vincoli tecnologici, i team e i ruoli, i processi decisionali, le priorità e le tempistiche. Impariamo a conoscere a l’identità del brand e ci rapportiamo con gli stakeholder. Osserviamo inoltre gli utenti, parliamo con loro cerchiamo di focalizzare i loro bisogni.
  2. Nella fase di astrazione si inizia a ridurre lo spazio delle soluzioni attraverso decisioni che equilibrino usabilità, fattibilità e attuabilità. Si utilizzano i dati e gli strumenti atti a sintetizzare tutto quello che è emerso nella fase precedente come user journey, personas, scenari.
  3. Nella terza fase - quella di ideazione - si creano prototipi rapidi, testabili e iterativi, ci si interroga anche sul senso dell’esperienza e della relazione, si ragiona sulla progettazione come portatrice di significato, quindi capace di restituire valore all’utente. I prototipi nascono da sessioni di co-design, in cui il team composto da noi, dai clienti e dal team di sviluppo genera idee e converge sulle soluzioni più efficaci, validate dal confronto continuo.
  4. I test e i feedback saranno preziosi per affinare il prototipo e per affrontare l’ultima fase - quella della soluzione - in cui i concetti verranno resi tangibili in un’interfaccia che rappresenta lo strumento, la forma, attraverso la quale le persone interagiranno, instaurando relazioni con i contenuti del brand al fine di raggiungere determinati obiettivi o di soddisfare determinati bisogni.

Ovviamente il nostro lavoro non termina qui.

Il prodotto finale costituisce un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per i suoi futuri sviluppi. Raccogliamo nuovi feedback diretti dagli utenti e dati dalla navigazione, individuiamo con i clienti le KPI e monitoriamo i risultati.

Costruiamo una base oggettiva fondata sui dati rilevati, che potrà influenzare decisioni future e priorità.

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Cos’è il metodo SAVING

Con il metodo SAVING  è possibile creare valore per tutti gli attori del network aziendale - dai dipendenti, ai fornitori fino ai clienti finali - sviluppando contemporaneamente efficienza, aumentando la qualità dei servizi, dematerializzando le procedure e generando risparmi significativi.

SAVING è il metodo esclusivo di Epoca per ottimizzare servizi già esistenti e svilupparne di nuovi sulla base di informazioni raccolte dalle relazioni che l'impresa intrattiene con clienti, fornitori e partner insieme a quelle già presenti nei sistemi informativi aziendali.

Con SAVING i servizi e i processi vengono progettati sul doppio driver della riduzione dei costi aziendali e del miglioramento dell’esperienza di tutti gli attori coinvolti.

Epoca lo fa:

  • coinvolgendo tutti gli stakeholder e individuandone i bisogni,
  • analizzando le informazioni raccolte dal network in cui l'azienda è inserita,
  • destrutturando il processo di erogazione del servizio come una sequenza di touchpoint e interazioni,
  • individuando e realizzando gli elementi tangibili che possono dare corpo all'immaterialità dei servizi.

SAVING è:

Smart
perché ogni metaservizio è frutto di innovazione combinatoria guidata dal Design Thinking.

Added value
perché la digitalizzazione delle informazioni consente di massimizzarne il valore in funzione delle necessità di ogni attore della rete

Information
perché il nucleo del sistema sono le informazioni dematerializzate scambiate tra gli attori della rete

Network growth
perché l’aumento della complessità delle relazioni è un’opportunità per progettare nuovi servizi,
semplificare servizi già esistenti e arricchire il patrimonio informativo aziendale, generando esternalità di rete

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SAVING offre una risposta concreta alle questioni che interrogano le aziende:

  • Come adeguarmi agli standard di processo dei cliente?
  • Come aumentare la qualità rendendo visibili i processi?
  • Come scegliere il fornitore o il partner giusto?
  • Come  decentrare l'aggiornamento dei dati verso attori interni ed esterni?
  • Come alleggerire il carico di lavoro di alcune funzioni interne?
  • Come rendere più efficiente la struttura dei costi di un ufficio?
  • Come misurare l'impatto ambientale dei processi aziendali (LCA)?

Se ti sei fatto almeno una di queste domande, CONTATTACI e scopri come SAVING può darti una risposta.

 

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Design Thinking

 

Adottando il Design thinking, SAVING progetta metaservizi ponendo le persone al centro con l’obiettivo di conoscere a fondo i bisogni di tutti gli stakeholder.
Crediamo infatti che la sostenibilità e la qualità di un progetto siano collegate al benessere di tutti gli attori coinvolti.

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Lean Start Up

Progettare l’innovazione significa saper comprendere bisogni impliciti o latenti e scegliere tecnologie non pienamente note. Operando in questi contesti, SAVING dà forma alle soluzioni progettate adottando l’approccio Lean Start-UP, che prevede un processo iterativo di scoperta e miglioramento, in cui ogni fase si avvale di minimum viable product che consentono di testare la soluzione e raccogliere i feedback dagli utenti.

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Barilla – la nascita dell’area Design Thinking

Challenge

Creare e supportare nella contaminazione del concetto di ‘Design Thinking’ il classico approccio all’innovazione, fatto da ricerche di settore e analisi dei reali bisogni di mercato in una realtà aziendale consolidata come Barilla dove l’innovazione e la ricerca per il miglioramento continuo dei propri prodotti sono gli ‘ingredienti’ fondamentali del successo.
Creazione dello spazio, appositamente ristrutturato con uno stile ‘smart urban’, per accogliere i team di lavoro, progettato con Francesco Bombardi Architetto e Andrea Acerbi e realizzato da Mingori Costruzioni.
Trasmettere l’approccio del Design Thinking in tutte le sue fasi.

Analisi e ideazione

Da marzo 2015, Barilla lavora in partnership con Epoca, il Master ‘Food Innovation Program’ e l’Università di Modena e Reggio Emilia (rappresentata dall’ing. Matteo Vignoli). 

Barilla, con il supporto di Epoca, del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria (DISMI) dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e la progettazione di Francesco Bombardi, ha creato all’interno dell’azienda l’Area Design Thinking per accogliere i team di lavoro composti da giovani laureati, studenti di master, docenti e dipendenti provenienti da diverse funzioni aziendali. Ciascun gruppo è chiamato a rispondere a una sfida o a ottimizzare un prodotto o un servizio per un periodo di tre mesi continuativi.

Sviluppo

Hanno partecipato alla formazione e ai progetti di design thinking più di 200 persone provenienti da diversi paesi e con le competenze più svariate, comunicazione, marketing, design, sviluppo prodotti e vendite.

Grazie a questa collaborazione, Epoca e il DISMI continuano a supportare Barilla, soprattutto a livello di metodologia e conoscenza dell’approccio di Design Thinking, suggerendo e offrendo coaching ai progetti e supporto operativo giornaliero all’interno dell’area.

Dai vari progetti seguiti insieme a Barilla, la caratteristica distintiva più apprezzata è quella di mettere al centro la persona in tutte le fasi progettuali, seguendo un approccio user centered, che prevede di conoscere a fondo il cliente finale, le sue esigenze, e di saperne cogliere i bisogni.

Risultati

Tanti i progetti presi in carico dai vari team di lavoro Barilla che sono passati a fasi di valutazione più avanzate.
Visto il successo riscosso dall’iniziativa italiana, il Gruppo Barilla ha deciso di testare il nuovo approccio all’Innovazione anche in Svezia e Stati Uniti.

Riconoscimenti:

Barilla per la realizzazione di quest’area:
Premio Innovazione Smau R2B, settore Alimentare, 2016
www.smau.it

Francesco Bombardi Architetto e Barilla:
ADI Index 2016
www.adidesignindex.com


Riferimenti/link:
www.francescobombardi.it

Foto di 
Alessandro Rizzi e Maria Prina

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Access Point

Con SAVING tutte le informazioni del network transitano attraverso un ACCESS POINT, ovvero un’infrastruttura software in cui confluiscono e vengono lavorate e smistate in modo intelligente.

 

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Maria Prina

L’ESPLORAZIONE INTERDISCIPLINARE

Guarda il mondo attraverso le lenti del Design Thinking

"Imparare facendo"

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Serena Ballabio

IL CAOS CREATIVO

Guarda il mondo attraverso le lenti del service design

"Sono un origami, l’immaginazione che plasma un semplice foglio di carta."

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Our approach

È possibile ridurre i costi migliorando i servizi e l’esperienza di tutti gli attori interni ed esterni all’azienda?

Con il metodo SAVING risparmiare significa aumentare l’efficienza e al tempo stesso creare valore per tutti gli attori del network aziendale, dai dipendenti ai fornitori fino ai clienti finali.

 

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SAVING method

SAVING method

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Epoca

Siamo nati nel 2007 come spin-off accademico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Scienze e Metodi dell’ingegneria, fondato dal Prof. Diego Macrì.
Sin dagli esordi ci siamo specializzati nella ri-progettazione dei servizi e nella digitalizzazione dei processi. Nel nostro nome c’è la nostra mission: offrire Eccellenza nei Processi Organizzativi e nella Corporate Analysis.

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Servizio 3

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SAVING method

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SAVING method

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Approach

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JPEPPOL

Cos’è

JPEPPOL è l’Access Point certificato di Epoca, che consente di dematerializzare l’intero processo di procurement ed entrare nella rete di interscambio europea PEPPOL.

Il progetto europeo PEPPOL (Pan-European Public Procurement On Line) è un’iniziativa sviluppata all’interno del Programma Europeo per l'Innovazione e la Competitività (CIP), nata per standardizzare i rapporti B2G, abilitando scambi tra qualsiasi operatore economico e la Pubblica Amministrazione all’interno dell’Unione Europea.

Oggi PEPPOL sta diventando uno standard sempre più riconosciuto a livello nazionale di sempre più Paesi europei (Danimarca, Norvegia, Svezia, Austria, Francia, UK) e per questo si sta affermando anche per supportare i rapporti B2B.

Tramite la rete PEPPOL, gli operatori economici europei possono gestire in maniera completamente dematerializzata, sicura e standardizzata lo scambio di documenti di business (cataloghi, ordini, contratti, documenti di trasporto, fatture, dettaglio dei consumi, ecc.).

Epoca ha partecipato sin dagli esordi al progetto europeo realizzando, in collaborazione con Intercent-ER, il primo Access Point PEPPOL pubblico in Italia, ed è tuttora membro dell’Associazione OpenPEPPOL, che ha la responsabilità di diffondere in Europa le specifiche e i servizi sviluppati nell’ambito del progetto. 

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Information management

 

L’aumento di strumenti e metodi di rilevazione dei dati messi a disposizione da una tecnologia sempre più raffinata (l’Internet of Things ne è un esempio lampante) pone le aziende di fronte ad una sfida inedita: utilizzare un’enorme mole di dati a supporto delle decisioni aziendali.

In questa sfida, l’architettura tecnologica deve necessariamente essere supportata dalla gestione del contenuto informativo per guidare le aziende all’adozione delle decisioni migliori nel più breve tempo possibile.

L’altro trend che spinge verso l’adozione di un sistema di information management è quello della dematerializzazione, che offre grandi potenzialità all’interno di ambiti organizzativi complessi: molteplici procedure, numerosi attori interni ed esterni, applicativi software, prassi e abitudini consolidate, flussi documentali. In questi contesti è necessario adottare un approccio sistemico per conseguire alte performance ed evitare sub-ottimizzazioni.

Epoca supporta le aziende che si muovono in questa direzione, offrendo servizi di consulenza per:

  • raccogliere e selezionare i dati rilevanti per le decisioni aziendali,
  • trasformare i dati in informazioni attribuendo ad essi significato, analizzandole e interpretandole attraverso accurati report statistici volti alla scoperta di insights inaspettati,
  • digitalizzare le informazioni interne all’azienda e quelle provenienti dal network in cui l’azienda è inserita,
  • condividere le informazioni all’interno e all’esterno dell’azienda, disegnando flussi informativi personalizzati per i diversi attori a cui essi sono indirizzati,
  • comunicare il significato veicolato dai dati in modo intuitivo grazie al design delle informazioni,
  • progettare sistemi informativi e infrastrutture tecnologiche che aiutino il management aziendale a prendere decisioni più velocemente e in modo migliore (DSS: decision support system).

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Orchestra

orchestra

 

 

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Contattaci

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Portfolio Item

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Portfolio

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Conversation

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Our soft infrastructure

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Our People

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Smarthitch

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Sui principi fondanti delle Smart City e della Sharing Economy nasce SmartHitch, un servizio di mobilità collaborativa che fa bene all’uomo e all’ambiente.
L’idea nasce grazie al programma di accelerazione europeo EU-FP7 frontierCities per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la dimostrazione di soluzioni innovative in ambito Smart City che prevedano l’utilizzo delle tecnologie FIWARE.

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Cos'è

SmartHitch è un servizio che supporta gli spostamenti quotidiani e ricorrenti di comunità di utenti: attraverso l’utilizzo di un'applicazione software mobile l’utente iscritto può decidere di condividere la propria auto e il proprio tragitto con altri utenti riducendo i costi e le emissioni di CO2.

Con SmartHitch il car pooling diventa anche uno strumento di welfare aziendale a disposizione delle imprese che combattono lo stress dei pendolari - per viaggi funestati dal traffico, costosi, solitari e dannosi per l’ambiente -perché hanno a cuore il benessere e le relazioni tra i propri dipendenti.
 

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Rita Cirelli

Guarda il mondo attraverso le lenti della gestione amministrativa
"Sii spartana e camaleontica"

Sono amministrativa da sempre, pragmatica, pignola e riservata. Il mio ordine nasce sempre dal caos, dal bisogno di andare controcorrente e curiosare in mondi diversi dai miei. Così ogni giorno in Epoca la mia laurea in Scienze Umanistiche con indirizzo Linguaggi digitali e la mia esperienza amministrativa trovano una sintesi stillando precisione multiforme.

Da fiera quarantenne sono ancora la bambina vivace e altruista di cui parlavano i miei genitori e fuori dall’ufficio fagocito musica, libri, teatro, rigenero in qualsiasi modo il cervello e se non basta...nuoto. Poi apro il frigo, creo e coloro le mie pietanze. Sono gelosa dei miei affetti, a cui dedico tutte le cure che meritano.

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Mario Rinaldi

Guarda il mondo attraverso le lenti dell’architettura software
"La conoscenza è imparare qualcosa ogni giorno. La saggezza è lasciar andare qualcosa ogni giorno. "

Era una mattina di luglio quando mi ha catturato un annuncio di lavoro, offerto da una piccola impresa, ricca però di professionalità e alfiere, come poche altre, di un approccio nuovo e interdisciplinare. Ho sentito che in Epoca avrei potuto essere non solo il progettista software con in tasca un Master in ICT Management che ero sempre stato, ma avrei potuto finalmente dare spazio alla mia naturale inclinazione al “pensiero laterale”, tornare ad essere quel bambino curioso di cui i genitori esaltavano la fantasia e la capacità di lasciarsi affascinare anche dalle piccole cose.

Oggi sono parte del team di Epoca e assieme affrontiamo ogni sfida con entusiasmo. Continuo ad amare le cose semplici: leggere.

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Maria Prina

Guarda il mondo attraverso le lenti del Design Thinking

"Imparare facendo"

La mia famiglia racconta ancora la storia di quando a 5 anni ho rotto il forno combinato solo perché volevo vederlo aperto nelle sue parti nascoste ...sono fatta così, ho bisogno di toccare con mano e di agire per imparare. Dopo la laurea in Product Service System Design, la mia curiosità mi ha spinto fino a Shanghai, dove, dopo il Master in Innovation Design, lavorando per clienti internazionali, ho imparato a fare ricerca entrando nei mondi delle persone ed esplorandone i bisogni.

Grazie ad Epoca ho seguito la nascita dell’area Design Thinking di una grande azienda italiana e vivo questa esperienza anche dall’interno giorno dopo giorno. Sono super-perfezionista, a volte sin troppo, innamorata di ciò che mi circonda e che, da gran curiosa, esploro continuamente: libri, musica, mostre, film, sport...insomma non sto mai ferma.

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Eloisa Fontana

Guarda il mondo attraverso le lenti dell’organizzazione

"Il tuo braccio destro mi fa schifo tagliatelo"

Dietro il mio umorismo sferzante, l’efficienza “tedesca” e l’aplomb da consulente abituata a reggere lo stress, c’è una coccolona, una mamma allegra e una lavoratrice a volte troppo testarda. Il mio passato in importanti società di consulenza mi ha insegnato il rispetto delle scadenze, la cura del cliente e l’attenzione alla qualità. Dopo aver girato su e giù per l’Italia, ho messo radici a Bologna e in Epoca ho portato il mio bagaglio di esperienza insieme alle competenze organizzative acquisite nel Master in organizzazione e sviluppo economico.

Sono un’attenta osservatrice e un particolare intuito per capire chi mi trovo davanti. Amo gli oggetti e i mobili di design e sarei capace di scovare e comprare on line qualsiasi cosa!

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Dario Vezzali

Guarda il mondo attraverso le lenti della ricerca operativa

"Cerco l'equilibrio cercando sempre me stesso"

Sono un libro aperto e se mi guardi negli occhi non puoi non sapere cosa penso. Sono un entusiasta contagioso, che ama imparare e trasmettere agli altri tutto quello che può. Sono ingegnere nell’anima, i miei genitori dicevano che ero “tutta testa”, ma al di là dei loro facili complimenti, ammetto di avere un debole per i modelli e le formule matematiche e il loro rigore. Il mio accento vi confermerà che sono un fiero modenese doc.

La mia strada ha incrociato quella di Epoca quando mancavano poche settimane alla laurea in Ingegneria Gestionale, sono entrato nel team e con il mio Dottorato in Ingegneria dell’Innovazione Industriale sto esplorando il mondo dei nuovi modelli di business, dei software e delle tecnologie informatiche che abilitano lo sviluppo di piattaforme innovative.

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Serena Ballabio

Guarda il mondo attraverso le lenti del service design

Sono un origami, l’immaginazione che plasma un semplice foglio di carta.

Subito dopo la laurea in Product Service System Design, Epoca mi ha catapultato nel reparto R&D di un’importante azienda alimentare, consentendomi di vivere l’esperienza dell’Embedded Design Thinking. Ho collaborato con professionisti di valore portando il mio punto di vista fuori dagli schemi (forse a volte naive!), ho imparato a lavorare a stretto contatto con l’utente, con gli occhi puntati sulla sua “esperienza d’uso”, e ho capito che non bisogna mai dare niente per scontato.

Oggi sono parte del team di Epoca con il mio entusiasmo (sono il più giovane virgulto!) e il mio disordine creativo. Come da bambina, mi piace fare mille cose e sono serie-tv addicted. Amo la pace della montagna, ma mi sento mooolto a mio agio nella movida dell’happy hour!

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Chiara Pezzi

Guarda il mondo attraverso le lenti della system integration

"Se fai solo quello che sai fare non sarai mai più di quello che sei ora."

Sono arrivata in Epoca quando la sede non aveva ancora tutti i mobili e gli imbianchini erano al lavoro. Sono la memoria storica di questa avventura che mi ha fatto crescere con la visione trasversale di ogni soluzione, insegnandomi a mixare e integrare competenze diverse.

Le conoscenze acquisite nel master in “Scienze e tecnologie dell’Open Source” hanno così sposato il design thinking e si sono aperte al mondo dell’organizzazione.
Sono una mamma creativa, romagnola nell’anima, mi piace ballare, stare in compagnia, sono sempre in movimento, sono ostinata e non mi arrendo mai. Lo so, sembrerà strano, ma amo anche la montagna e la contemplazione dello yoga. Cerco sempre l’armonia, ma l’ansia è dietro l’angolo e a volte gioca brutti scherzi!

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Chiara Peretti

Guarda il mondo attraverso le lenti della user experience

"Complicare è facile, semplificare è difficile. [...] Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare."

Da piccola disegnavo e costruivo, re-inventavo e modellavo. Mi piaceva la magia di una cosa che si trasforma in un'altra. Questo credo mi abbia insegnato a pensare fuori dagli schemi.

Sono laureata in Storia dell’arte contemporanea, ballerina mancata e chef amatoriale, appassionata di tipografia e convinta che il design pixel perfect potrebbe salvare il mondo.
Ho conosciuto Epoca nella prima Service Jam del 2014 e ho continuato a seguirla da lontano.

Oggi sono parte del team e da designer porto con me l’attitudine a progettare mettendo al centro i bisogni dell’utente, il perfezionismo coltivato in una grande azienda del fashion e la curiosità che negli anni mi ha spinto dall'architettura dell’informazione alla user experience.

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One column

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Two columns

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H2H – ecosistema Human to Human

Challenge

H2H Facility Solutions è la società del Gruppo Manutencoop specializzata nella fornitura di servizi di facility management a clienti privati organizzati 'a rete', ovvero distribuiti in maniera capillare sul territorio con più sedi.

H2H ha intrapreso un percorso di profondo riposizionamento strategico volto a prendersi cura dei clienti, intesi come persone, e a curarne il benessere attraverso servizi che rendano gli ambienti di lavoro confortevoli, piacevoli e sicuri.

Nella visione di H2H, i servizi di manutenzione non sono più solo funzionali alla conservazione e gestione del patrimonio immobiliare, ma diventano il punto focale per creare condizioni di benessere per le persone.

Oltre ad un’ampia azione di riorganizzazione interna, H2H ha avviato una serie di interventi che si articolano lungo linee di innovazione strategica secondo un nuovo approccio human to human nella relazione con i propri partner e una profonda innovazione di servizio volta a garantire efficienza.

La sfida proposta ad Epoca è dunque quella di supportare H2H nel:

  • rendere più facile la vita dei clienti,
  • superare le aspettative delle persone,
  • rendere l’esperienza semplice e comprensibile,
  • adottare un’ottica di miglioramento continuo.

Analisi

Abbiamo osservato e mappato i processi interni.
Abbiamo intervistato diversi stakeholders, dai clienti ai fornitori, fino ai dipendenti di tutte le funzioni a diversi livelli, rilevando pain point e bisogni espliciti, impliciti e latenti.

Abbiamo organizzato numerosi workshop con i clienti volti ad indagare problematiche e spunti di miglioramento su processi e/o soluzioni attualmente offerte da H2H o potenzialmente di interesse.
L’analisi ci ha consentito di delineare le linee strategiche da seguire nella progettazione di nuovi servizi:

  • esperienza basata sulla partnership (gestione condivisa) e sulla proattività (anticipazione delle esigenze)
  • informazione: ubiqua, in real-time, condivisa, feedback che genera fiducia
  • servizio: cura degli ambienti, risoluzione di problemi, coordinamento dei fornitori

 

Ideazione

La progettazione di nuovi servizi è sempre stata guidata da un approccio User Centered con il coinvolgimento delle persone che fruiscono di tali servizi, in un’ottica di co-progettazione delle soluzioni organizzative e tecnologiche più adatte a rispondere ai loro bisogni.

Sviluppo

Con questo approccio abbiamo ideato e testato i prototipi di un ecosistema informativo all’avanguardia in grado di garantire trasparenza, gestione e controllo delle attività in tempo reale.

Abbiamo progettato il portale Clienti, un nuovo portale web per consentire ad H2H di:

  • offrire informazioni immediate sugli interventi,
  • risolvere più velocemente i problemi del Cliente,
  • costruire una rete di conoscenza condivisa sulla commessa,
  • migliorare l’operatività e favorire l’indipendenza nella gestione delle attività.

Per supportare l’utilizzo in mobilità abbiamo progettato anche l’applicazione mobile per i Clienti.

La progettazione di servizi per il cliente ha guidato la re-ingegnerizzazione dei processi interni e il miglioramento della qualità del servizio erogato ha spinto un complessivo re-design dei flussi informativi interni ed esterni e la progettazione di nuovi strumenti di supporto.

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Risultati

  • Condivisione da parte di Clienti e Fornitori della nuova visione Human to human orientata al benessere.
  • Aumento della richiesta da parte dei Clienti di utilizzo degli strumenti H2H
  • Creazione di un sistema completo di touchpoint di H2H con clienti e fornitori
  • Miglioramento dei tempi di intervento e della capacità di governo dei servizi grazie a un sistema informativo condiviso, ma declinato sulle esigenze dei diversi utenti.

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Università di Modena e Reggio Emilia

 
 
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Continuiamo a collaborare con l’Università di Modena e Reggio Emilia, da cui siamo nati. Insieme a professionisti esperti di design thinking e service design, organizziamo e promuoviamo gli Embedded all’interno di grandi aziende italiane, coinvolgendole in progetti di ricerca della durata di 3 mesi, realizzati da gruppi multidisciplinari composti da studenti selezionati e dipendenti dell’azienda provenienti dal R&D o da altri reparti.

I team trasversali lavorano fianco a fianco con l’obiettivo di definire un prodotto/servizio innovativo.

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Services

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Enea Laboratorio Cross-Tec

 
Innovazione
Dal 2009 Epoca collabora con il Laboratorio Cross-Tec di Enea, che si occupa di soluzioni e tecnologie per l’eBusiness, in particolare per le PMI, e promuove l’adozione degli standard.
Il nostro incontro è avvenuto all’interno di UBL Italia quando, lavorando ad un progetto Open Source per la fatturazione elettronica per le pubbliche amministrazioni, abbiamo collaborato alla redazione delle specifiche di UBL 2.1 Utility Statement, un formato documentale specifico per la dematerializzazione delle informazioni tecniche contenute nelle bollette delle utenze. Da quel momento è nato un rapporto continuativo che è cresciuto nel tempo all’insegna della contaminazione reciproca fino a diventare una salda partnership nell’ambito del progetto europeo PEPPOL.

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Global Service Jam

Sin dalla prima edizione del 2014, Epoca ha sponsorizzato e collaborato all’organizzazione della Bologna Service Jam, parte dell’evento globale che ha riunito in più di 100 città di tutto il mondo persone interessate al Service Design, alla User Experience e al Design Thinking.

Come in una jam session musicale, ci si riunisce, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienza, le proprie abilità e la propria voglia di divertirsi per scambiare e condividere idee, temi e metodi. Insieme si costruisce qualcosa che da soli sarebbe impossibile fare, si imparano nuove cose, si scoprono lati inesplorati del proprio lavoro e delle proprie competenze e si impara ad utilizzarli in modo diverso.

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Cern

 
CERN-logo_outline

Epoca partecipa al CBI Course del CERN di Ginevra (www.cbi-course.com) finanziando un team multidisciplinare di studenti italiani, selezionati dall’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), e spagnoli, provenienti dall’Escola Superior d'Administració i Direcció d'Empreses (ESADE) di Barcellona, a cui è stata consegnata la sfida di sviluppare un servizio innovativo a supporto della manutenzione dei macchinari industriali, integrando i bisogni di produttori, utilizzatori e fornitori di servizi di manutenzione.

Il risultato atteso dalla collaborazione con il CERN è quello di arricchire con le competenze e l’esperienza dei suoi ricercatori il valore delle soluzioni proposte, oltre ad avere la possibilità di effettuare test prototipali in un panorama internazionale.

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Alessandra Salfi

Guarda il mondo attraverso le lenti del valore creato per il cliente

"Stand in someone else's shoes"

Sì, il mio chiodo fisso è sempre quello: quale valore offro al cliente? Me lo hanno insegnato i master in Marketing e, soprattutto, anni di esperienza in un noto istituto che ho lasciato da direttore di ricerca per approdare in Epoca, portando con me la passione per l’analisi dei dati, l’interesse per la prospettiva degli altri e la ricerca del perché di ogni cosa.

L’incontro con il Design Thinking? Per me, la chiave dell’innovazione! Finalmente, dati, osservazioni e interviste non finiscono chiuse in un report, ma si trasformano nel prototipo di una nuova soluzione...e non esiste soddisfazione più grande! Sono empatica, ma non rinuncio al mio punto di vista, ingaggiando dibattiti in punta di fioretto. Mi piace giocare con le parole e mi appassiono a mille cose...nessuna però può competere con la mia bambina!

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Rita Cirelli

PRECISIONE MULTIFORME

Guarda il mondo attraverso le lenti della gestione amministrativa

"Sii spartana e camaleontica"

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Information management

Information management

Information managementInformation management (altro…)

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What we do

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Our network

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Our origin

Siamo nati nel 2007 come spin-off accademico dell’Università di Modena e Reggio EmiliaDipartimento di Scienze e Metodi dell’ingegneria.
Sin dagli esordi ci siamo specializzati nella ri-progettazione dei servizi e nella digitalizzazione dei processi.
Nel nostro nome c’è la nostra mission: offrire 
Eccellenza nei
Processi
Organizzativi
e nella
Corporate
Analysis
.

 

SOCI

Diego Macrì
Socio fondatore di Epoca, Professore ordinario presso la Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia. Esperto di sistemi di controllo manageriale, ri-disegno organizzativo e re-ingegnerizzazione dei processi.

Matteo Vignoli
Ricercatore presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Esperto di Business Process Engineering, Design Thinking Innovation e Food Innovation.

Franco Zambonelli
Professore ordinario di ingegneria del software presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Esperto di sistemi socio-tecnici distribuiti.

Vincenza Poliandri
IT Project Manager dell’Università di Bologna. Esperta in progettazione di sistemi informativi e ingegneria dei processi organizzativi.

Fabiola Bertolotti
Professore associato presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Esperta di comportamento organizzativo, di organizzazione dei team e di identità nelle organizzazioni.

Enrico Lodolo
ICT Director presso l’Università di Bologna. Esperto di ingegneria del software e architetture applicative.

Elisa Mattarelli
Professore associato presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Esperta delle nuove tecnologie di collaborazione a distanza sull’organizzazione e sulla performance dei gruppi multidisciplinari e distribuiti.

Pier Paolo Veroni
Professore a contratto presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e consulente aziendale. Esperto in finanza di progetto, finanza straordinaria e corporate governance.

 

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Manifesto

Innovazione

La complessità richiede diversi punti di vista.

Crediamo nella multidisciplinarità e nelle possibilità di contaminazione all'interno di team variegati,composti da persone diverse con esperienze diverse, capaci di guardare la complessità da molteplici punti di vista, di pensare "out of the box" e di restare connessi con il mondo esterno.

"Nessuno di noi è intelligente quanto tutti noi messi insieme" (K. Blanchard)

Innovazione

L'innovazione è combinatoria e il network è la sua fucina.

Crediamo nella potenza creatrice sprigionata dalla condivisione e dalle dinamiche collaborative. L'innovazione per noi nasce dalla capacità di combinare elementi già esistenti percorrendo speditamente gli intricati nodi dei network in cui ci immergiamo, in un rapido gioco di connessioni che crea forme inedite di pensiero e soluzioni.

"È come se, data una città ancora sconosciuta composta da un intrico di strade del tutto labirintico, la mappa migliore potesse essere tracciata da chi per primo, con maggiore lestezza, fosse riuscito a percorrere il maggior numero di nodi e snodi, a voltar angoli e ad attraversare crocicchi. La città sarebbe la stessa per tutti, ma qualcuno avrebbe saputo percorrerla a maggiore velocità tenendo conto di tutti i passi compiuti." (U. Eco, Combinatoria della creatività)

Innovazione

Partiamo dai bisogni dell'utente.

Il design thinking ci guida alla generazione di soluzioni che non c'erano prima partendo dai bisogni dell'utente.

Il Design: da un processo fisico a un modo di pensare. (Buchanan, 1992)

Innovazione

Ogni scoperta è il punto di partenza di una nuova ricerca.

Osserva, chiedi, ascolta, empatizza, idea, prototipa e poi... ricomincia da capo fino a che la soluzione non è abbastanza solida da resistere a tutti i tuoi perché.

"Ogniqualvolta una teoria ti sembra essere l'unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria, né il problema che si intendeva risolvere." (K. Popper)

Innovazione

La condivisione è l'elisir di lunga vita dell'innovazione.

Non portiamo soluzioni pre-confezionate, ma le disegniamo con il cliente, guidandolo all'adozione di un metodo e facendo crescere all'interno dell'organizzazione persone in grado di promuovere stabilmente l'innovazione.

"Dimmi e io dimentico; mostrami e io ricordo; coinvolgimi e io imparo."(Benjamin Franklin)

Innovazione

L'efficienza non è un vincolo, ma un'opportunità per innovare

Chi l'ha detto che non si puó migliorare la qualità riducendo i costi? Noi lo facciamo con soluzioni sostenibili, che consentano all'organizzazione di liberare risorse da dedicare ad attività di valore

"La differenza tra ciò che facciamo e ció che saremmo capaci di fare sarebbe sufficiente per risolvere la maggior parte dei problemi del mondo." (Mahatma Gandhi)

Innovazione

Stay young

Crediamo nei giovani e nella possibilità di imparare da loro, gli offriamo l'opportunità di mettersi alla prova e trovare il proprio talento, siamo pronti a farci accendere dal loro entusiasmo.

La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere. (Plutarco)

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About us

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Bologna Design Week 2016: Design thinking workshop by Epoca

In occasione della Bologna Design Week 2016, Palazzo Isolani, uno dei fulcri della manifestazione, ha ospitato il workshop di Epoca sull’approccio all’innovazione Design Thinking.

Al workshop, tenutosi nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre 2016, i partecipanti hanno affrontato la sfida di progettare un servizio per gli over-65.

” La sfida: progettare per gli over 65 anni nuove soluzioni che siano in grado di rispondere ai loro bisogni, ma anche a quelli delle famiglie e della rete sociale e professionale a cui si appoggiano (cooperative, centri diurni, badanti, ecc…) con l’obiettivo di migliorare i servizi di supporto e le relazioni esistenti. “

Attorno a questa bella sfida, il team di Epoca ha guidato i partecipanti nella ideazione e progettazione di soluzioni innovative. L’obiettivo del workshop era, infatti, quello di fare sperimentare ai partecipanti cosa significhi progettare un sistema complesso come un servizio e come farlo in ottica Design Thinking, cioè con un approccio all’innovazione incentrato sull’utente e sui suoi bisogni.
I partecipanti, in sole due ore, hanno toccato le fasi iniziali della progettazione, dall’analisi dei bisogni all’ideazione di soluzioni.

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Silvia Siviero, Service Designer di Epoca, introduce il team e la challenge del workshop

Il Design dei Servizi e il Design Thinking. Una prima presentazione delle Service Designer di Epoca introduce ai partecipanti il concetto di design come approccio alla progettazione, quindi non più circoscritto agli ambiti tradizionali (Design del Prodotto, della Comunicazione, degli Interni,…), ma trasversale e aperto verso i servizi.

1. Ricerca dei bisogni. A ciascun gruppo viene assegnato un profilo semplicistico di un over-65 da trasformare in personas, cioè un profilo più complesso, il più possibile vicino alla realtà, sfruttando la condivisione di esperienze personali che arricchiscono il set di informazioni qualitative e reali della personas.
L’imprevisto. Dopo aver identificato alcuni bisogni degli utenti assegnati, ai gruppi vengono distribuite delle card con la descrizione di un altro attore che dovranno tenere in considerazione nella fase di ideazione. L’imprevisto è uno strumento utile ad ampliare lo spettro di progettazione avere una visione più ampia del contesto che dovrà ospitare la soluzione.

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I partecipanti al workshop costruiscono le personas, gli utenti con i bisogni su cui andranno poi a progettare

 

2. Fase di ideazione. Nella fase di ideazione e restituzione i partecipanti possono contare sull’attività di gruppo del brainstorming e su alcuni strumenti che facilitano la visualizzazione e la descrizione delle idee. Come si sviluppa la storia? Per poter definire il concept di servizio in tempi brevi, i partecipanti hanno a disposizione un template per la creazione di uno storyboard.

Presentazione. Ciascun gruppo deve scegliere l’idea di soluzione più interessante, rappresentarla sotto forma di locandina di un film e condividerla con il resto dei gruppi.

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Ogni gruppo presenta la propria idea agli altri 

 

Il processo. I partecipanti al workshop sul Design Thinking hanno potuto anche solo in un pomeriggio sperimentare una parte del processo di Design Thinking, in particolare la fase di ricerca e ideazione.

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H2H – creazione di un sistema di supporto alle decisioni di acquisto

Challenge

Selezionare il fornitore giusto

Supportare il processo di selezione dei fornitori partendo da una grande mole di dati inutilizzati presenti nel sistema informatico aziendale.

Innovazione

Scegliere il fornitore più idoneo da assegnare a un particolare intervento

Innovazione

Creare conoscenza e consapevolezza tra le diverse funzioni aziendali attraverso le informazioni generate a partire dai dati.

Analisi

È possibile prendere decisioni migliori?
Abbiamo intervistato gli addetti di diverse funzioni aziendali e realizzato una survey tra i fornitori.
Abbiamo analizzato il processo decisionale individuando il set di variabili che intervengono nella decisione e definito il peso relativo di ogni singola variabile applicando metodi decisionali multicriterio.

  • Spesso una decisione è presa senza considerare tutte le informazioni a disposizione.
  • Il più delle volte una decisione è presa in base a variabili decisionali implicite e proprie del decisore.
  • Quando un processo decisionale caratterizzato da una molteplicità di variabili è posto in atto da un team di individui, aumenta la complessità e diminuisce la probabilità di convergenza.
  • Difficilmente un processo decisionale risulta essere oggettivo e ripetibile.

Ideazione

Quali informazioni presentare a un decisore?
Abbiamo organizzato una raccolta dati, progettato la struttura in cui immagazzinarli e prototipato un sistema in grado di leggerli, analizzarli e presentarli.

  • Questionario di raccolta dei dati relativi a variabili decisionali nuove o precedentemente implicite di cui non è disponibile alcuna fonte.
  • Individuazione ed estrazione dei dati utili immagazzinati nei sistemi informativi aziendali.
  • Progettazione e alimentazione del data mart da cui il sistema legge i dati.
  • Prototipazione del sistema attraverso l’implementazione del metodo matematico e di un’interfaccia grafica a bassa definizione.

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Sviluppo

Quale soluzione?
Abbiamo organizzato con i decisori sessioni di validazione e affinamento dei risultati ottenuti con il prototipo del sistema.

  • Test del prototipo per validare e affinare il metodo matematico alla base del sistema.
  • Sviluppo incrementale delle applicazioni tecnologiche a supporto del prototipo.
  • Supporto al cambiamento con attività di formazione allo start up dello strumento definitivo.

Risultati

  • Aumento della consapevolezza sul processo decisionale per tutti i decisori coinvolti.
  • Oggettivazione e maggior ripetibilità del processo decisionale.
  • Riduzione del tempo necessario a prendere una decisione.
  • Aumento della qualità e del grado di condivisione interna delle decisioni.
  • Maggior allineamento delle decisioni con la strategia aziendale.

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L’access point PEPPOL di Epoca su Il Sole 24 Ore

La proposta di Epoca di access point all’interno della rete europea PEPPOL raccontata sulla pagina speciale Innovazione digitale – Aziende Eccellenti de Il Sole 24 Ore del 14 marzo 2016. (altro…)

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Telepost – snellire la gestione della corrispondenza

Challenge

Ripensare il servizio di gestione documentale e di spedizioni in aziende caratterizzate da numerose sedi territoriali, riorganizzando i processi al fine di individuare spazi di ottimizzazione economica aumentando il livello di qualità del servizio.

  • Ridurre i costi di erogazione del servizio e innalzare la qualità percepita.
  • Migliorare le operazioni di controllo trasversale delle attività svolte internamente e affidate ai fornitori.

 

Analisi

Cosa genera i volumi?

Abbiamo indagato la struttura, i processi e le reali esigenze degli utenti legate al contesto posta/logistica/comunicazioni di Telepost e di alcuni suoi Clienti. Abbiamo esplorato le nuove tecnologie applicabili al contesto.

  1. L’attività di gestione della posta molto spesso non satura gli addetti e allo stesso tempo genera costi legati all’esternalizzazione di alcune attività.
  2. I dipendenti interrompono costantemente la sequenza delle procedure a causa di interferenze esterne ed interne, svolgendo più attività rispetto a quelle percepite e previste dal mansionario.
  3. Alcune funzioni aziendali potrebbero essere ottimizzate delegando al servizio posta attività non core.
  4. Lo spazio interno non supporta lo svolgimento efficace ed efficiente del lavoro.

Ideazione

Come organizzare l’entropia? 

Abbiamo ideato soluzioni alternative, utilizzando alcuni strumenti per la prototipazione.

  1. System map: per creare sinergie tra i diversi attori (addetti ufficio posta, altre funzioni aziendali e fornitori)
  2. Storyboard, processi e procedure per mappare le attività e visualizzare le sequenze e il workflow di coordinamento
  3. Mappe di riorganizzazione dello spazio per rivisitare le postazioni in funzione delle procedure
  4. Modelli di simulazione del modello dei costi per testare la sostenibilità economica della soluzione.

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Sviluppo 

Quale soluzione? 

Abbiamo utilizzato il metodo lean per implementare e testare prototipi incrementali fino alla soluzione in grado di soddisfare i bisogni di Telepost e dei suoi Clienti.

  1. Sviluppo incrementale delle applicazioni tecnologiche a supporto del prototipo fino alla definizione delle specifiche tecniche (UX/UI, architettura software).
  2. Definizione delle procedure operative per gli addetti (lista puntuale delle modifiche dell’operatività e nuove regole di smistamento) e test in loco dei prototipi con gli utenti.
  3. Supporto al cambiamento con attività di condivisione interna.

 

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Risultati

  1. Risparmio di circa il 25% dei costi annuali di gestione della corrispondenza.
  2. Centralizzazione della gestione della corrispondenza e maggior controllo degli attori interni ed esterni
  3. Razionalizzazione delle risorse interne e delle attività affidate a fornitori esterni
  4. Implementazione di un sistema di tracciatura e monitoraggio della corrispondenza

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EPOCA si aggiudica il bando frontierCities con il progetto “Smart-hitch”

FrontierCities
 
Epoca è stata finanziata da frontierCities, un progetto dell’Unione Europea che sostiene sviluppatori, PMI e start-up, per realizzare “Smart-hitch”, un’applicazione intelligente per la mobilità.
“Smart-hitch” propone una soluzione per ridurre la congestione e l’inquinamento attraverso la mobilità collaborativia supportata da una app mobile per l’autostop intelligente. Il cuore del servizio è un motore  che: (i) raccoglie autonomamente le esigenze di mobilità degli utenti per impararne i tipici percorsi di mobilità; (ii) identifica in tempo reale i gruppi di utenti che condividono percorsi compatibili; (iii) suggerisce agli utenti di farsi dare un passaggio abbinandoli ai conducenti, oppure suggerisce ad un conducente di non prendere la macchina e di chiedere un autostop.
Un team multidisciplinare composto da Service Designer, Architetti Software  e Sviluppatori Mobile, svilupperà il servizio tenendo conto delle esigenze degli utenti finali fin dall’inizio.
La sperimentazione della piattaforma è prevista per l’inizio del 2016 nella città di Reggio Emilia.
Un certo numero di attività (quali hackathon, manifestazioni pubbliche, interviste) sarà messo in atto, anche in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia  e l’Università di Modena e Reggio Emilia, in modo da promuovere l’utilizzo della piattaforma per valutarla al fine di migliorare la sua progettazione e massimizzare il suo potenziale impatto.
Restate sintonizzati per ulteriori informazioni e aggiornamenti!
 
 
Epoca has been funded by frontierCities,an EU funded project which will support web-developers, SMEs and start-ups, to develop “Smart-hitch”, a smart mobility applications.
Smart-hitch proposes a solution for reducing congestion and pollution via collaborative mobility supported by a “smart hitch-hiking” mobile app. The core of the mobile app is smart engine that: (i) autonomously collects the mobility needs of people, and the mobility patterns of drivers, to learn the typical mobility routes of individuals; (ii) identifies in real-time groups of users that shares compatible routes; (iii) suggests individuals to dynamically hitch a ride by matching drivers, including suggesting a driver not to take the car and share a ride.
A multidisciplinary team composed by Service Designers, Software Architects and Mobile Developers will develop the service by taking in account users needs from the very beginning.
The delpoyment of the platform is planned for the beginning of 2016 in Reggio Emilia Town.
A number of activities (such as hackathons, public events, interviews) will be put in place, also in  collaboration with the Municipality of Reggio Emilia and the University of Modena and Reggio Emilia, so  as to promote a widespread usage of the platform, raise the network effect, and assess the platform so as to improve its design and maximize its potential impact.
Stay tuned for further information and updates!

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Bologna Service Jam: il più grande evento globale di Service design e Design Thinking fa tappa anche a Bologna

Dal 27 Febbraio al 1 Marzo 2015 persone interessate al mondo del Service design, della user experience e del Design Thinking si sono riuniti in più di 100 città in tutto il mondo in un evento globale chiamato Global Service Jam. Tra tutte queste città c’era anche Bologna, dove i nostri service designer Valeria e Francesco si sono occupati dell’organizzazione dell’evento, mentre Silvia, Susanna e Antonio hanno partecipato nel ruolo di mentor.

Ma che cos’è una Service Jam?
Non è una conferenza, non è un hackaton e nemmeno uno “startup weekend”. Assomiglia più ad una jam session musicale: ci si riunisce insieme, si portano i proprio strumenti, le proprie abilità, la propria voglia di divertirsi. La Global Service Jam funziona allo stesso modo, solo che invece di musica si scambiano e condividono idee, temi, metodi, che si mescolano tra loro. Insieme si costruisce qualcosa che da soli sarebbe impossibile fare. Si imparano nuove cose, si scoprono lati inesplorati del proprio lavoro e delle proprie competenze, si impara a utilizzarle in modo diverso e con persone diverse.
 
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Foto di Michele Famiglietti | www.widlab.com
 
Quest’anno la Bologna Service Jam ha coinvolto più di cento persone tra designer, developers, studenti, poeti, startuppers (o futuri tali), bambini, teatranti, educatori e makers.
In sole 48 ore i sette team di lavoro, aiutati dai mentor – esperti progettisti nel campo del service designer e della UX – e ispirati dai coach – figure con professionalità ed esperienze nel campo del cambiamento organizzativo, del business e della valutazione di impresa – hanno ideato, progettato, prototipato e testato sette idee di servizio innovative diverse.
Un momento speciale è stato dedicato anche ai più piccoli: la Jam Bolognese ha infatti ospitato la Children Design Jam, un momento speciale per i bambini dai 6 ai 10 anni alla scoperta del design e dell’uso dell’immaginazione e dell’inventiva per realizzare progetti concreti.
 
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Foto di Beata Lienkiewicz 

Questo prolifico weekend ha dato vita a sette idee di servizi che toccano vari momenti ed esperienze nella vita quotidiana delle persone. Chinder è pensato per far incontrare bambini in attività diverse da quelle classiche per creare nuovi momenti educativi e di svago; K+ ha un’idea di fondo simile, ma dedicata agli over 70 che hanno bisogno di fare più movimento e contrastare la solitudine; Sampo che tramite un’app e un wearable fa incontrare sconosciuti con interessi comuni e tempo da condividere tra un viaggio e l’altro; Time Flies invece è pensato per i viaggiatori che si spostano in aereo e che possono trovare compagni di viaggio con cui passare il tempo e condividere gli spostamenti. Apollonio è una piattaforma per il recupero urbano di spazi danneggiati tramite il coinvolgimento attivo dei cittadini; Emotional ha l’obiettivo di spronare le persone timide a interagire più facilmente con la gente tramite esercizi quotidiani; Talking Fish è pensato per l’inclusione sociale e l’accessibilità di gruppi con bisogni particolari come immigrati, o persone affette da disabilità.
La Bologna Service Jam torna l’anno prossimo, continuando a far conoscere il Service design e ad aggregare professionisti e persone interessate a questo settore.
Un ringraziamento speciale a tutti i partecipanti che hanno reso questo weekend ricco di emozioni.

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Architettura dell’informazione a Bologna – WIAD 2015

Sabato 21 febbraio era World Information Architecture Day (WIAD) una giornata mondiale promossa da The Information Architecture Insitute sui temi dell’Architettura dell’Informazione e della User Experience. Grazie all’impegno di NiEW quast’anno una delle location del WIAD era Bologna e non solo…il WIAD di Bologna era al terzo posto nel mondo con maggior numero di partecipanti.
La giornata è stata suddivisa in due parti: la mattina dedicata agli speech mentre il pomeriggio i partecipanti si sono cimentati in 3 workshop diversi.
La mattina si è aperta con Elizabeth Buie che nel suo speech “Usability in Government Systems” ha parlato dell’importanza dello User Experience Design nella progettazione dei sistemi delle pubbliche amministrazioni e in cui tutti siamo stakeholder; Alessandro Piana Bianco (Fjord Milano) ha invece affrontato il tema del Service Design applicato ai servizi bancari, delll’importanza e del valore dello storytelling nella visualizzazione dei dati, tanto cara ai sistemi bancari. Alessandro quando parla delle interfacce tipiche dei sistemi di banking parla di “opportunità mancata” da parte di questi sistemi nel portare vero valore aggiunto all’utente…come non essere d’accordo?
 WIAD-Bologna-2015
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A seguire Tommaso Monaldi e Andrea Santi  del Gruppo Loccioni hanno presentato il progetto 2Km di Futuro sul tema della Data Visualization per “trasformare i dati in valore” tramite l’innovazione dei sistemi. Nel loro speech “Race WITH the machine” Paolo Scarabelli e Gabriele Molari  di Tetrapack hanno introdotto il tema dello Smart Manifacturing: rivoluzione industriale in atto che deve essere sfruttata a vantaggio del lavoro umano. Lo speech ha anche toccato il tema della Digital Transformation e come essa porti al graduale ma inesorabile decadimento delle soluzioni verticali a favore di una progettazione sempre più incentrata sull’utente. ” Si può progettare la felicità ? Ma la felicità di chi ?” La mattinata si è conclusa con queste domande e una interessante riflessione su etiche e politiche dell’architettura dell’informazione con Italo Marconi di UbiquityLab.
Nel pomeriggio si sono svolti tre workshop in cui sono stati approfonditi alcuni dei temi affrontati in mattinata, passando dalla teoria alla pratica e lavorando con gli strumenti messi a disposizione: nel workshop “Il valore delle ricerche con gli utenti” grazie a Luca Rosati ed Elizabeth Buie si è affontato il tema della ricerca dei bisogni dell’utente prendendo come caso il terribile sito di Trenitalia. Il workshop tenuto da Gabriele Molari e Daniele De Cia “Introduzione pratica a Digital e Smart Manufacturing” aveva l’obiettivo di individuari scenari futuri applicando a casi reali presentati dai partecipanti i trend tencologici individuati nello speech della mattina. Il workshop “Big-data e Sense making. Generare valore con i dati ” tenuto da Corrado Rosi di Niew e Vasil Tabaku di IConsulting ha invece affrontato invece il tema della visualizzazione dei dati, prendendo come esempio un progetto  di visualizzazione dati sviluppato da Iconsulting per la Regione Emilia-Romagna a supporto della pianificazione della costruzione di casa di cura nell’area.
“Nel digitale non c’è una scarsita di spazio o risorse, c’è scarsità di attenzione e tempo da parte degli utenti”: l’evento si è concluso con l’intervento di Luca de Biase (responsabile di Nova24 del Sole 24ore) che ha ben riassunto la giornata presentando un punto di vista economico  ( e non solo) sul tema della tecnologia e dell’architettura delle informazioni, dando un senso comune a tutti gli interventi. Un sunto della giornata è disponibile anche nel suo blog.
La giornata si è conclusa ad Epoca con gli amici dello UX Book Club Romagna per un aperitivo di nuovo in compagnia di Elizabeth Buie:  una chiacchierata sull’usabilità nei sistemi informativi dei sistemi governativi (qui il suo libro sul tema). Elizabeth  ci ha poi presentato la ricerca che sta portando avanti nell’ambito del suo PhD alla Northumbria University, ovvero l’uso della tecnologia come nuova frontiera nelle esperienze trascendentali umane.

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INNOVANDO: il Service design in ambito sanitario e sociale

innovando
Da Bologna a Trento per Innovare.
Service design is about connecting people
 
Il 19 febbraio Epoca ha partecipato ad INNOVANDO, una conferenza organizzata da Health Innovation Hub, sul tema del Service design applicato all’innovazione in ambito sanitario e sociale.
Una giornata ricca di ospiti internazionali e contenuti innovativi, che si è aperta con l’introduzione di Donata Borgonovo Re, Assessora alla Salute della Provincia di Trento, che ha sottolineato il valore della persona nella progettazione di servizi per il cittadino. La metodologia del Service design è stata poi introdotta e dettagliata da Michela Ventin founder di Design Decode, che ha raccontato le grandi opportunità che questa offre nell’ambito della sanità, dandoci una panoramica sui principi e sugli strumenti del settore.
Hanno seguito gli speech di Arne van Oosterom Tim Schuurman del DesignThinkers Group, che hanno parlato rispettivamente dell’importanza per i brand e per le istituzioni di adattarsi ai cambiamenti sociali e storici, soddisfando le nuove esigenze degli utenti, e  in seguito del “business thinking versus il Design Thinking”, focalizzando l’attenzione sul ROI.
Nel pomeriggio sono stati presentati eccellenti casi studio di applicazione del design metodologico nella progettazione e implementazione di progetti rivolti alla sanità e al sociale, particolarmente interessanti i progetti Suitcase, Smart Crowds ed eWard.

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UX Book Club Romagna @ Epoca

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Venerdì 23 Gennaio alla sede di Epoca abbiamo discusso di “UX Diamond Innovation Process” assieme ad Andrea Soverini (@sovesove) e agli amici dello UX Book Club Romagna.

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Andrea, UX Designer presso Moonpig.com,  ha reinterpretato il Double Diamond, classico strumento di visualizzazione del processo di Design che mostra l’alternanza di fasi divergenti e convergenti, mettendo in luce alcune lacune del rapporto tra sviluppatori e UX designer in processi di sviluppo iterativi. Alla fine del suo intervento, Andrea ha quindi proposto alcune possibilità di armonizzare questa collaborazione come l’introduzione di strumenti come la Product vision board di Roman Pichler.
 
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 Finito il talk si sono susseguite le domande di rito al nostro ospite ed è nato uno stimolante dibattito sul rapporto tra dev e designer, dibattito in cui i designer hanno fatto da padroni per evidente superiorità numerica.
 
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Un ringraziamento a Paolo Montevecchi per l’organizzazione dell’evento e a tutti i partecipanti.
Puoi trovare i prossimi eventi dello UX Book Club Romagna e degli altri UX Book Club italiani su uxbookclub.it.
Nel frattempo ti segnaliamo il workshop di IDF Bologna sulla Customer Journey che terrà Valeria Adani il 4 febbraio sempre da noi ad Epoca.

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Raccontare la storia di un uomo e delle sue passioni: Pasquini Design

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Un progetto di cui vi vogliamo parlare è il sito pasquinidesign.com ideato e sviluppato da Epoca. Per i bolognesi il nome Pasquini non risulterà nuovo visto che lo Studio Pasquini progetta e produce dagli anni settanta accessori per macchine agricole, veicoli elettrici da città e da competizione e, nella persona del suo fondatore Paolo Pasquini, si è occupato di consulenza per la mobilità elettrica a livello nazionale e internazionale.
La storia dello Studio Pasquini è innanzitutto la storia di un uomo, Paolo Pasquini, che ha davvero precorso i tempi. Grazie al successo del blocca-vetri, un accessorio per le cabine delle macchine agricole, l’architetto Paolo Pasquini riesce a coronare il suo sogno: progettare una macchina elettrica. Il primo veicolo elettrico autofinanziato e autoprodotto fu la Valentina che venne esposta al Salone dell’auto di Torino nel 1979, ma che purtroppo non venne mai messa in produzione. Dagli anni ‘80 Paolo Pasquini si dedicò interamente ai veicoli elettrici seguendo con grande passione il filone delle macchine elettriche da gara con il Green Turtle Team. Tutto il lavoro sulle macchine elettriche lo portò nel 1990 a registrare il primo veicolo elettrico omologato in Italia: il Boxel.
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Vi vogliamo parlare dello Studio Pasquini perché nonostante la scomparsa di Paolo Pasquini i figli Greta, Jade e Zeno continuano a credere e a investire nelle idee di giovani progettisti e designer. Grazie all’incontro fra Zeno Pasquini, amministratore dello studio e Lorenzo Antonioni è nato il progetto Bulbo che si è fatto notare a livello nazionale per l’idea innovativa di indoor gardening.

“Lo Studio Pasquini progetta e produce dal 1972 soluzioni innovative che mirano ad anticipare i bisogni della nostra società. Mettendo al centro del proprio lavoro metodologia progettuale, creatività e passione. ” e questi sono i valori che guidano quotidianamente il nostro lavoro.
Tutta la storia di Paolo Pasquini e dello Studio Pasquini Design al sito: www.pasquinidesign.com
In homepage è presente anche il trailer del documentario realizzato dal pilota di Paolo Pasquini, Andrea Pavone, e presentanto al Biografilm Film Festival nel 2013. Un piccolo assaggio della grande forza ed entusiasmo con cui Paolo Pasquini ha seguito le proprie passioni.

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L’evoluzione del Sistema Cuore è online: per una User Experience ancora più coinvolgente!

 

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È una grande soddisfazione per Epoca proseguire nell’evoluzione del Sistema Cuore, la piattaforma B2B progettata e sviluppata su misura per Centergross e rilasciata ad agosto 2013.
Il progetto è nato per rinnovare l’immagine online di uno dei più grandi distretti di commercio all’ingrosso a livello internazionale, ma l’obiettivo era anche favorire la costruzione di un rapporto di fiducia tra operatori e buyer. È nata così la piattaforma web ispirata al tema “The city of commerce” che tramite una mappa interattiva e funzionalità tipiche dei social network guida l’utente all’interno del distretto; insieme alla piattaforma inoltre è stata rilasciata l’app mobile integrata che guida il buyer all’interno del polo commerciale.
L’evoluzione naturale del Sistema Cuore era ovviamente amplificarne le potenzialità di immediata fruibilità e usabilità grazie alla progettazione e alla protipazione di un’interfaccia ancor più user-friendly oltre che lo sviluppo di nuove funzionalità come l’inserimento di macro-categorie (Fashion, Commercio, Servizi e Tecnico) e settori merceologici, e con nuove impostazioni di ricerca.
 
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L’evoluzione di una piattaforma, va di pari passo con il percorso del cliente e l’amministrazione del distretto ha sempre avuto un ruolo centrale  nella gestione degli spazi e delle risorse comuni delle imprese del Centergross, le quali sono comunque autonome e indipendenti l’una dall’altra.
La creazione di una piattaforma trasversale, di uno spazio condiviso online, che mettesse facilmente in contatto operatori e buyer ha rinnovato profondamente i rapporti fra gli attori del distretto. Solo andando incontro alle reali esigenze di operatori e buyer si può evolvere gradualmente e costantemente il Sistema Cuore con aspetti sempre più innovativi e pensati sui bisogni degli attori coinvolti (user-centred design).
Il Sistema Cuore è online al seguente indirizzo email: www.centergross.com

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Architettura delle relazioni (straordinarie) al VIII Summit Italiano di Architettura dell’Informazione

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A distanza di una settimana eccoci a raccontare, finalmente, la bellissima esperienza del VIII Summit Italiano dell’Architettura dell’Informazione organizzato da Architecta. Il summit è stato caratterizzato dall’energia e passione pervasiva degli speaker e dei mentors, dall’ineccepibile organizzazione ed efficienza degli organizzatori e dall’entusiasmo e interesse dei partecipanti ovvero professionisti e docenti dal background diverso, web design, content management passando per la user experience e la comunicazione. “Architettura delle relazioni – Dalla rete come collegamento alla rete come condivisione” era il tema del Summit: tema che oltre ad essere stato trattato nei vari workshop e panel, è stato anche l’elemento peculiare dei due giorni dell’evento, caratterizzato proprio dalla capacità di stimolare relazioni e connessioni tra tutti i partecipanti, dall’apertura e disponbilità delle persone coinvolte e dalla voglia di parlare, scambiarsi idee e intessere relazioni.
Nella prima giornata la nostra designer Valeria ha partecipato al workshop tenuto da Stelio Verzera con l’aiuto di Claudia Pellicori e Andrea Bandera di Cocoon Projects: 3 ore di full immersion nel mondo del LEGO SERIOUS PLAY abbinato all’uso del Value Proposition Canvas con l’intento di esplorare nuovi modi per identificare e capire i bisogni dell’utente. Nel pomeriggio due guru dell’architettura dell’informazione, Luca Rosati Andrea Resmini, si sono dati il cambio, tra vini e racconti di figlie tredicenni nell’affrontare il tema dell’eterna diatriba tra prodotto ed esperienza, tra informazione e conoscenza, tra nozione e storytelling: “UX is a process and a story, and Information Architecture is the connector”. Di particolare interesse l’intervento di Andrea che ha parlato della capacità dell’architettura delle informazioni di creare connessioni e relazioni rilevanti tra informazioni e oggetti e quindi della sua capacità di creare ecosistemi. In questa riflessione la definizione o il punto di vista di Resmini ci è sembrato molto affine con quella disciplina a noi cara, il design dei servizi. Quante volte in un processo online sorgono frustrazioni, difficoltà e problemi non perché, per esempio, il form è sbagliato o il sito non è responsive. Questo accade perché l’intera esperienza, l’intero ecosistema non è stato ben progettato e, come ha detto Resmini, “l’architettura delle informazioni è sbagliata”.
 
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La seconda giornata è stata aperta col botto da Andy Fitzgerald, interaction designer presso Frog Design a Seattle che ha incentrato il suo intervento sul concetto di web ed ecologia, sulla necessità di costruire nuove mappe, nuovi modi per comprendere e dare senso ad un sistema in continuo cambiamento e nuove per azioni per creare nuovi modi per orientarsi.
A seguire un contributo da un mondo completamente diverso: Eugenio Menichella, Technical Manager di EVS Broadcast Equipment  ha trattato il magico mondo del broadcast televisivo e del calcio. Durante una partita di calcio vengono girati circa 27 ore di video di cui viene utilizzato solo il 10%. Eugenio ci ha spiegato come sfruttare l’opportunità di utilizzo di questi contenuti per creare nuove esperienze utente. Un esempio? Il nuovo sistema Uphoria creato da Cisco per lo stadio del Kansas City Sporting grazie ai contenuti di EVS. Successivamente Dino Amenduni dell’agenzia di comunicazione Proforma ci ha parlato di comunicazione politica e poco dopo sono salite sul palco Eva Bandelli e Sara Bruno, colleghe in FASTWEB, per raccontare il percorso di co-design e co-progettazione che hanno avviato e seguito con l’obiettivo di sviluppare e ampliare l’intranet aziendale su piattaforma mobile, coinvolgendo più di 300 persone tra interviste, card sorting e barcamp.
A raccontare la bellissima esperienza di Impact Hub Siracusa e del fare innovazione sociale al Sud ci ha pensato Vincenzo di Maria, service designer e innovatore sociale “seriale” che ha spiegato come, combinando gli elementi “tipici” del design come l’empatia, la creatività, la capacità di relazione, visioni e strategia, Impact Hub Siracusa stia diventando un luogo (di persone prima che uno spazio) catalizzatore di reti professionali e agente di cambiamento sociale. Alberta Soranzo, Direttore UX presso Friday, ha concluso la giornata raccontando le “esperienze ai confini della rete”, il difficile rapporto tra le esperienze digitali e reali, e le difficoltà che esistono nell’integrazione dei due mondi. Alberta ha affrontato il “last mile problem”, un concetto tipico delle reti di telecomunicazioni che può essere utilizzato come metafora anche per quel che riguarda le esperienze utente. Si è parlato molto di tecnologia Beacon e della sua capacità di “chiudere il cerchio” tra l’esperienza online e l’esperienza offline, ma anche dei suoi svantaggi come la sicurezza e l’invasività.
Con l’ultima presentazione e la chiusura delle attività del Summit la giornata non è finita: alcuni irriducibili hanno continuato a parlare di architettura delle informazioni (e oltre) alle Officine Patelli grazie a quei bravi ragazzi di UX Bookclub Romagna e grazie all’intervento di Andrea Resmini che ha condiviso la sua esperienza nel “costruire spazi con l’informazione” (per un report della serata vi consigliamo questo post  di Andrea De Carolis qui).

 

Immagini tratte dai canali social di Architecta.

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Big data e mobilità all’Internet Festival 2014

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“Materia” è stata la parola chiave prescelta per la quarta edizione dell’Internet Festival, che si è svolto a Pisa, come le precedenti edizioni, dal 9 al 12 ottobre.
Materia perché la rivoluzione digitale “nasce da miniere inesauribili di numeri binari che, combinandosi, generano big data, substrato essenziale per materiali complessi e semilavorati attivi. Nascono così le Economie della Rete, un nuovo paradigma economico i cui protagonisti forgiano le nuove materie prime…”.
Una miriade di eventi fra convegni, workshop, presentazioni, laboratori, mostre e installazioni si sono tenuti nelle splendide location del festival, fra le venti prescelte il Bastione Sangallo, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore di Sant’Anna e il Centro Espositivo per l’arte Contemporanea. Gli eventi sono stati suddivisi in 8 aree tematiche: cooperation wantedculture is smarterplay the gamedesign to innovatetake the moneygo greenmake it good(s) e break the rules.
Abbiamo seguito per voi il convegno Big Data & la mobilità del futuro che si è tenuto sabato 11 nel Complesso Marzotto, l’ex industria tessile che attualmente ospita il Polo Fibonacci. Il convegno, partendo dai risultati di un progetto europeo del CNR e dell’Università di Pisa che cerca di prevedere l’impatto dell’avvento dell’auto elettrica, ha esaminato come potrà essere la mobilità del futuro e quanto la raccolta e l’analisi dei big data possa aiutare a progettare in maniera più sensata.
Interventi di valore in questo convegno con la presenza di Carlo Mol Programme Office Manager del Flemish Living Lab Electric Vehicles e Davy Janssens, Professore presso l’Università di Hasselt, il quale ha condotto numerose ricerche sul Data Mining, la modellazione ad agenti e sull’analisi di BigData. Fra i relatori Michael Batty, Presidente del Center for Advanced Spatial Analyses (CASA), ha presentato un’analisi sull’uso dei trasporti pubblici a Londra. Laszlo Barabasi ha inoltre esposto le sue teorie sulla prevedibilità del comportamento umano elaborate in seguito ai numerosi studi sulle reti. A conclusione sono stati presentati i risultati di TagMyDay, progetto di ricerca del CNR e dell’Università di Pisa che aveva l’obiettivo di raccogliere i dati riguardanti la mobilità pisana per capire come si muove la collettività, con quali mezzi e come poter migliorare la mobilità della città.
Il fil rouge che ha unito tutti gli interventi sono state le “briciole digitali”, le tracce lasciate da tutti noi attraverso l’uso di device e degli strumenti della rete e che ci permettono di misurare le relazioni sociali, le abitudini, gli stili di vita e perfino i desideri per un progettazione della mobilità, e dei servizi legati ad essa, più consapevole.
 
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Internet festival è uno di quegli appuntamenti da non perdere: per la perfetta organizzazione nel centro storico di Pisa, per la ricca programmazione e gli interventi di valore, e perché non si tratta semplicemente di un festival su Internet e le tecnologie ad esso connesse, ma fotografa la società che si manifesta attraverso la rete, la condiziona, e sua volta viene condizionata da essa.

 

Foto ufficiali di www.internetfestival.it

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#hackalog: hacking IFOA’s catalog

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Il design thinking in azione per scomporre, scardinare e ripensare l’offerta formativa IFOA – Sapere Utile, il centro di formazione delle Camere di Commercio.
L’attacco al catalogo, organizzato dal Responsabile Catalogo corsi IFOA Francesco Buzzoni, è avvenuto il 26 e 27 in due splendide location: l’agriturismo Il Cavazzone di Viano e il Tecnopolo di Reggio Emilia. Dipendenti IFOA, influencer e esperti del settore hanno lavorato insieme per smontare e ripensare l’offerta formativa dell’area Web e Social Media.
Perché utilizzare il design thinking come metodo di lavoro?
Quando ci troviamo di fronte a una criticità andiamo alla ricerca della soluzione in base alla nostre esperienze pregresse e senza cercare percorsi alternativi; questo è un processo che mettiamo in atto automaticamente sia nella vita privata che in quella lavorativa. L’obiettivo del workshop era aggiornare l’offerta formativa IFOA senza cadere in soluzioni già “confezionate” e trovare nuove ispirazioni grazie alla collaborazione di influencer, professionisti e docenti dell’area web marketing, ex-studenti, dipendenti e collaboratori IFOA. Le attività di design thinking che si sono svolte sotto la guida di Matteo Vignoli (socio fondatore di Epoca e docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia) e Francesco D’Onghia (assistente di ricerca presso l’Università di Modena e Reggio Emilia) avevano come obiettivo la revisione dei corsi a catalogo partendo da presupposti completamente diversi: spingersi oltre il conosciuto e progettare partendo dalle persone a cui quei corsi saranno rivolti e dalle loro esigenze reali. Brainstorming, interviste e prototipi sono gli strumenti che sono stati utilizzati per i due giorni di “attacco al catalogo” che si sono conclusi con l’ideazione di nuovi percorsi formativi e il ripensamento di un corso web e social già presente nel catalogo di IFOA.
 
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Stefano Torreggiani, founder di Impresagire, ha partecipato ad #hackalog nella veste di influencer, scopriamo il suo punto di vista.
 
1. Ciao Stefano, puoi presentarti brevemente e dirci in che ruolo hai partecipato ad #hackalog?
Sono libero professionista consulente, formatore e mentor per piccoli imprenditori, professionisti e startupper negli ambiti del marketing, web marketing e business planning. Ho partecipato in qualità di esperto del settore della formazione, docente ed esperto di software as a service.
2. Cosa ne pensi riguardo all’utilizzo del design thinking come metodo per la progettazione di servizi?
Lo considero un buon modo per innestare relazioni positive tra le persone che vi partecipano permettendo anche di “staccare” dalla quotidianità e di fare incontrare visioni differenti in modo costruttivo. Credo possa essere anche un buon metodo per rendere partecipi anche i più timidi.
3. Qual è il momento che ritieni sia stato più di valore in queste due giornate di workshop?
Tutti i momenti di condivisione dei risultati delle attività a mio avviso sono costruttivi perché permettono di sistematizzare il lavoro fatto. Inoltre anche le creazione di relazioni (anche di possibile business) con i partecipanti ritengo sia una ricaduta positiva indiretta.

Ad #hackalog il design thinking è servito non solo come approccio innovativo alla risoluzione dei problemi e all’ideazione di nuove soluzioni centrate sui bisogni dell’utente (human centered design), ma anche come momento condiviso per lo sviluppo di intuizioni di business e per facilitare il networking fra professionisti.

 

Foto di Piergiorgio Grossi (@PerG) e IFOA – Sapere Utile)

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Il #WIS14 raccontato dai designer!

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Il 18 e il 19 settembre si è tenuto a Riva del Garda il #WIS14 ovvero il XII° Workshop sull’impresa sociale che quest’anno aveva come tema: “Ridisegnare i servizi per aumentare l’impegno sociale”. Visto il tema, Iris Network – Associazione italiana degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale organizzatrice dell’evento ha quindi chiamato all’appello “una sporca dozzina di designer”* a supporto dell’edizione 2014 tra cui Valeria, service designer di Epoca, e Francesco ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e collaboratore di Epoca.
Ma cosa può fare il Service Design per l’impresa sociale? Il Service Design può aiutare a ridisegnare i servizi, insieme a chi quei servizi andrà poi ad utilizzarli con un approccio che incorpora co-design e co-produzione, in modo che abbiano una sempre più alta utilità sociale.
In occasione del #WIS14 “la sporca dozzina di designer” ha quindi proposto ai 500 e più partecipanti del workshop tre sessioni di lavoro per condividere gli strumenti del Service Design per l’innovazione delle imprese sociali. In pieno spirito learning by doing le sessioni parallele del pomeriggio si sono basate sull’applicazione degli strumenti e delle metodologie tipiche della disciplina prendendo in oggetto i bisogni e le esigenze di innovazione di una cooperativa sociale “cavia”, la cooperativa La piccola carovana di San Giovanni in Persiceto – Bologna.
 
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Una delle sessioni proponeva come approfondimento il tema “La sharing economy per innovare i servizi dell’impresa sociale” raccogliendo la sfida proposta dalla Piccola carovana di ridisegnare un servizio di gestione di servizi pubblici locali grazie agli strumenti di sharing economy per la co-produzione del servizio e la partecipazione finanziaria e di governance da parte dei cittadini. L’altra sessione parallela si focalizzava invece sulle “Nuove interazioni con il pubblico: quali alternative per le imprese sociali?” proponendo come sfida l’aumento di impatto dell’Albergo del Pallone, originale progetto della Piccola Carovana che coniuga ricettività, accoglienza, cultura ed inserimento lavorativo in un unico luogo.
Entrambe le sessioni avevano il duplice scopo di introdurre il Service Design e i suoi strumenti ai partecipanti e, allo stesso tempo, proporre soluzioni di servizio innovative e idee frutto dell’esercizio collettivo per La Piccola Carovana; gli obiettivi sono stati ampiamente soddisfatti considerando l’entusiasmo e la soddisfazione dei partecipanti, circa un’ottantina tra professionisti del terzo settore, della Pubblica Amministrazione, del mondo universitario e del settore associativo.
In seguito ai due workshop operativi di giovedì la squadra di #servicedesign4socent ha tenuto una sessione di coaching per raccogliere feedback, scambiare idee e opinioni, dare consigli con l’obiettivo di fornire l’opportunità agli imprenditori sociali di presentare le proprie sfide, e ai designer di dare consigli pratici su come affrontarle.
 
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L’occasione del #WIS14 ha rappresentato per Epoca non solo un’importante occasione di approfondimento e aggiornamento sul terzo settore, ma anche un interessante esperimento di contaminazione e apprendimento reciproco tra impresa sociale e Service Design. È stato inoltre un bel momento di condivisione, crescita e scambio con gli altri designer e professionisti del settore, in un interessante esperimento di collaborazione trans-disciplinare on e offline.

 

* (Valeria di Epoca, Francesco dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Michele d’Alena del Comune di Bologna, Francesca Battistoni e Tamami Komatsu di Social Seed, Claudia Busetto e Vincenzo di Maria di Impact Hub Sicilia, Marta Maineri di Collaboriamo, Letizia Melchiorre di Social Lab, Noemi Satta di ZUP – Zuppa Urban ProjectDaniela Selloni del Politecnico di Milano, capitanati da Guglielmo Apolloni di School Raising).

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Liberiamo la cultura insieme ai bambini!

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In occasione dell’iniziativa Invasioni Digitali, Epoca il 4 maggio 2014 invaderà il Museo Storico Archeologico di Santarcangelo di Romagna (MUSAS). L’invasione organizzata in collaborazione con l’associazione Bimbi a Rimini avverrà dalle 16.30 alle 19.30, e alle ore 17.00 il MUSAS metterà a disposizione una guida per i nostri “piccoli amici”. La visita è pensata appositamente per i bambini e li guiderà alla scoperta del grande patrimonio artistico e culturale che il Museo offre ai suoi visitatori.
Invasioni Digitali è un progetto che si propone di diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data nonché di sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovativi che valorizzino e promuovino l’offerta culturale.
Epoca, sempre attenta alle iniziative digital che coinvolgono l’utilizzo degli open data a favore del cittadino, non può non dare il suo contributo partecipando a questa bellissima iniziativa e, con l’aiuto dell’associazione Bimbi a Rimini, ha organizzato una Children Invasion! Gli invasori, i bambini con l’aiuto dei genitori, potranno fotografare grazie a dispositivi mobile (smartphone e tablet) tutto ciò che è presente dentro al museo e condividerlo sui social (Facebook, Twitter, Google + ecc.) utilizzando il tag #invasionidigitali. L’obiettivo è liberare la cultura dagli spazi preocostituiti del museo e favorire una concezione aperta e diffusa del patrimonio artistico incoraggiando la partecipazione a livello educativo e creativo fin dall’infanzia.
Oltre alla visita guidata alle ore 17.00 il MUSAS, la prima domenica di ogni mese organizza il bookcrossing: l’abbandono di libri in ambienti urbani, e ovunque si preferisca, in modo che possano essere ritrovati, letti e commentati da altre persone.
Insomma una domenica all’insegna della cultura per grandi e piccini!
L’iniziativa è completamente gratuita ed è possibile iscriversi al seguente link.

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Fatturazione Elettronica: Cosa abbiamo imparato?

Il 25 febbraio 2014 si è svolto l’evento Fatturazione Elettronica: da dove partire. L’iniziativa per Epoca ha rappresentato una nuova occasione per presentare il software FE – Fatturazione Elettronica, la soluzione open source per la dematerializzazione del ciclo acquisti, e per condividere con le Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia Romagna un modello di fatturazione elettronica già operativo, semplice e integrabile.

Per approfondimenti, foto e materiale informativo vi rimandiamo alla news dell’evento sul sito di FE – Fatturazione elettronica.

 

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Programma dell’evento “Fatturazione Elettronica: da dove partire.”

Da oggi il programma dettagliato dell’evento: Fatturazione Elettronica: da dove partire. Il modello FE come soluzione open per le esigenze di dematerializzazione.

Come già annunciato l’appuntamento è per martedì 25 febbraio 2014 dalle 9.00 alle 13.00 nella sala Auditorium di Intercent-ER. Epoca presenterà il software open FE – Fatturazione Elettronica all’interno del modello emiliano romagnolo di e-procurement promosso da Intercent-ER. Si parlerà inoltre di conservazione sostitutiva e del ruolo del Polo Archivistico Regionale.

Durante il coffee break si terrà il World Café, un momento interattivo e di condivisione delle esigenze della Pubblica Amministrazione, per incoraggiare la creazione di un ecosistema di confronto e collaborazione fra le P.A.

Ricordiamo che è obbligatoria l’iscrizione al seguente link.

Per ulteriori informazioni è disponibile il sito: www.fe-open.org.

fe-fatturazione-elettronica-programma-evento

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Iperbole Rete Civica – migliorare l’esperienza utente

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Iperbole Rete Civica è il portale del Comune di Bologna rivolto al cittadino che comprende le comunicazioni ufficiali, le informazioni sui settori e le aree di intervento e i servizi online.
Il Comune ha voluto dare una veste nuova alla piattaforma, anche attraverso l’ampliamento delle funzionalità e il miglioramento dell’esperienza dell’utente al momento della navigazione.

La sfida è quella di:

    • integrare i nuovi canali in maniera coerente con lo scheletro esistente, accompagnando gradualmente l’utente nella nuova User eXperience,
    • rispettare le normative relative ad accessibilità e usabilità a cui sono sottoposti i prodotti digitali delle Pubbliche Amministrazioni, assicurando la fruibilità dei servizi a tutti i soggetti, anche a coloro che abbiano deficienze motorie, visive o cognitive.

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Analisi

Il percorso di lavoro ha previsto numerosi incontri con le varie aree del Comune di Bologna interessate al progetto, alcuni di tipo tecnico e progettuale, altri di tipo informativo per raccogliere input e bisogni e analizzare i flussi redazionali e la produzione di contenuti dei settori coinvolti.

Esperienze di Design Thinking applicato alla progettazione di portali governativi e di Pubblica Amministrazione vengono dalla Gran Bretagna dove per la progettazione di Gov.uk un team eterogeneo composto da figure con background differenti ha lavorato per due anni alla creazione di un canale che fosse 100% user centred.

Il risultato sono dei principi di design che possono essere applicati e replicati anche in altri contesti come quello qui considerato.

Ideazione

Dopo aver compreso il contesto, sono nati alcuni team di lavoro per procedere parallelamente allo sviluppo dei nuovi prodotti.
Fin da subito si è portato avanti un approccio collaborativo e all’interno dei team sono stati utilizzati strumenti di design thinking come la definizione delle personas, per mappare i possibili utenti della rete civica e imparare a capirne i bisogni.
Tutto il progetto è stato guidato dalla volontà di avvicinarsi maggiormente ai bisogni del cittadino, cercando di restituire un’esperienza non frustrante, ma lineare e intuitiva.
Per questo è stato chiesto al Comune di Bologna di creare contenuti ed elementi pensati per l’utente, quindi user-side e non gov-side.

Sviluppo

Grazie a continui momenti di confronto interni e momenti di valutazione esterna al gruppo (tramite test di usabilità con persone estranee al progetto), è stato possibile progettare un servizio che fosse efficace, intuitivo e semplice sia per l’utente che per il gestore.
Epoca, in partnership con Engineering e Snark, ha seguito la progettazione dell’evoluzione di Iperbole che vede due nuovi portali: Servizi Online, collettore e fornitore dei Servizi Online, e Comunità, una piattaforma peer-to-peer per i cittadini.

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Risultati

La nuova Iperbole – Rete Civica offre al cittadino tre diversi canali unificati:

    1. uno informativo e generico,
    2. uno dedicato e personale per i Servizi Online: nel Fascicolo del Cittadino l’utente può avere sotto controllo i suoi dati e quelli della sua famiglia, viene avvertito delle scadenze imminenti di pagamenti, tasse o iscrizioni e può accedere velocemente ai servizi di cui necessita.
    3. uno più social per la comunicazione tra utenti siano essi cittadini, associazioni o istituzioni che vogliono condividere progetti e idee: in Comunità è possibile fruire di numerosi strumenti partecipativi e collaborativi, creare un profilo personale per far conoscere le proprie idee e competenze, partecipare a un progetto esistente o proporne uno, consultare i bandi pubblici e seguire i profili più interessanti ed attivi.

Ogni cittadino ha la possibilità di registrarsi e accedere per avere un’esperienza integrata e personalizzata nei tre canali, con una navigazione e una ricerca contenuti più chiara e rapida.

L’innovazione sta nell’opportunità per l’utente di utilizzare una piattaforma a più canali integrati tra loro, nella quale la possibilità di registrazione fornisce una navigazione autenticata e una User eXperience personale e interattiva.
Iperbole – Rete Civica fornisce nuovi strumenti partecipativi con lo scopo di incentivare la collaborazione attiva tra cittadini e tra questi ultimi e il Comune stesso, facilitando e formalizzando comportamenti informali già esistenti nel tessuto sociale della città.

 

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#ANGELS4BOLOGNA – co-design process



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Supportare il Comune di Bologna nello sviluppo di un progetto da candidare alla Bloomberg Mayors Challenge, il concorso per l’innovazione sociale promosso dalla Fondazione Filantropica Bloomberg, al quale hanno partecipato 155 città europee.

Analisi

Abbiamo strutturato, con il ruolo di facilitatori, un percorso di co-progettazione e co-design in quattro workshop individuando e coinvolgendo tanti attori diversi, che hanno costituito un team di lavoro eterogeneo, proponendo al Comune di Bologna una metodologia di lavoro completamente nuova.

Ideazione

La vera innovazione è stata quella di facilitare lo sviluppo di un progetto di innovazione sociale della Pubblica Amministrazione, attraverso un approccio di lavoro davvero partecipativo.

L’utilizzo di metodologie di co-design e dei suoi strumenti (design thinking, user centred design) ha permesso lo sviluppo di un progetto solido e innovativo, ideato grazie al contributo di molteplici attori, i quali hanno messo in gioco le proprie personalità, competenze e punti di vista.

Grazie a strumenti di Design thinking, utilizzando la sensibilità e i metodi del design per combinare gli obiettivi progettuali con le risorse disponibili, abbiamo favorito lo sviluppo di nuove idee e stimolato la generazione di opportunità di innovazione.

Lo User-Centered Design ci ha aiutato a tenere sempre al centro della progettazione i bisogni, i desideri e le esigenze degli utenti e degli stakeholders coinvolti.

I primi due workshop sono stati dedicati all’attività di idea generation e hanno coinvolto da un lato, la giovane comunità imprenditoriale e creativa della città (startupper, co-working managers, makers, hackers e rappresentanti di associazioni culturali e sociali), dall’altro le istituzioni scolastiche (in particolare scuole superiori e l’Università di Bologna) e le grandi imprese del territorio (eccellenze nel mondo industriale, nel settore dei servizi e associazioni di categoria).

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Sviluppo

I due workshop successivi sono stati realizzati in fase di sviluppo con l’obiettivo di raccogliere suggerimenti e validare le idee, grazie alla collaborazione dei Sindaci dei Comuni dell’Area Metropolitana di Bologna, di educatori, insegnanti, presidi e pedagogisti.

L’idea sviluppata riguarda i NEET (Not (engaged) in Education, Employment or Training), ovvero gli adolescenti e i ragazzi (tra i 15 e i 29 anni) che non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego e non lo cercano, non sono occupati in altre attività assimilabili.

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Risultati

Il progetto finale, che è stato consegnato alla Bloomberg Mayors Challange, è Angels#4Bologna, un programma di sviluppo formativo informale portato avanti da una “comunità di angeli” (imprenditori, educatori, community managers e hacker civici) con lo scopo di fornire ai ragazzi le abilità imprenditoriali e le skills del XXI secolo, aiutandoli a scoprire i loro talenti e le loro possibilità. Il progetto è il risultato di un percorso che ha coinvolto numerosi attori, i quali hanno contribuito all’ideazione e all’arricchimento dell’idea grazie a discussioni guidate e rese possibili dagli strumenti forniti al gruppo di lavoro.

 

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Sistema Cuore: un social network b2b

“La crescita attraverso l’innovazione è la migliore strategia per competere in un mercato dove altri possono avere un costo delle risorse molto più basso”  T. Kelley

 

Era da poco iniziato l’inverno quando il progetto Centergross è arrivato a Epoca con una nuova sfida: rinnovare l’immagine del Centergross.
Sapevamo fin da subito che per il cliente “rinnovare l’immagine” era un modo elegante per dire “nuovo sito web”, ma sapevamo anche che Epoca poteva spingersi oltre e che Centergross stesso non avrebbe scelto noi per un semplice sito web. Con le tecnologie ad oggi disponibili è possibile sfruttare i siti web per enfatizzare l’immagine distintiva delle aziende, aumentarne i punti di contatto e le possibili intercettazioni di nuovi clienti. Questo tuttavia, pur rinnovando l’aspetto, non ha nulla a che vedere con il coinvolgimento di operatori e buyer, con quel “sentirsi parte di un sistema” fondamentale per una realtà come il Centergross.
Un sito stile “pagine gialle” non faceva quindi al caso nostro; bisognava trovare qualcosa di innovativo. E così, in accordo con il Centergross, abbiamo deciso di condurre il progetto secondo i dettami del Design Thinking e abbiamo costituito un team multidisciplinare che coinvolgeva designer, ingegneri gestionali e informatici, ma soprattutto il Centergross, lavorando gomito a gomito con l’Infopoint.
Alcuni di noi si sono dedicati alle interviste degli operatori del distretto e all’osservazione del loro lavoro, altri hanno indagato su bisogni, paure e desideri dei buyer, altri ancora hanno cercato ispirazione nell’attuale mercato mondiale.

Fin da subito ha iniziato a emergere con chiarezza la natura del progetto; doveva essere qualcosa di trasversale al distretto e doveva cercare di instaurare un rapporto di fiducia, quasi empatico, tra operatore e buyer: doveva essere Il Sistema Cuore.
Dopo neanche due mesi avevamo delineato tre prototipi che rielaboravano in modo molto diverso le peculiari caratteristiche che posizionano il Centergross nel proprio contesto competitivo: (1) un’importate centro internazionale di moda; (2) la città del commercio per eccellenza; (3) una nuova identità giovane e vivace.

Gli operatori del Centergross si sono riconosciuti nel secondo prototipo, al quale sono poi seguiti altri tre prototipi per una mappa interattiva della città e per la definizione delle funzionalità core: i profili di brand e buyer, la gestione di “seguaci” e “fedeli”, la ricerca e le tag cloud, la pianificazione del viaggio, il navigatore su smartphone per i buyer che visitano il distretto…

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Il prototipo 1.0 era quindi stato definito: una piattaforma che ha l’ambizione di aspirare ad essere una città, con una forte componente social. Ci stavamo accingendo a implementare un vero e proprio social network b2b.

Il Sistema Cuore è on line da neanche un mese (qui:  http://www.centergross.com) e con soddisfazione possiamo dire che l’innovazione funziona ed è pronta per una nuova rivoluzionaria sfida.

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“Siente a me!” – 99 Ideas – Call for Pompei

Epoca ha partecipato a 99 Ideas – Call for Pompei, il Concorso internazionale di idee per la valorizzazione del territorio di Pompei, promosso dal Ministro per la Coesione Territoriale – Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Comune di Pompei. L’obiettivo del concorso era raccogliere idee per valorizzare gli attrattori presenti sul territorio di Pompei, innovare e migliorare il sistema produttivo locale e potenziare la filiera turistico-culturale. In poche parole rendere il territorio di Pompei più attraente, accogliente e vivibile!

L’idea “Siente a me!” risulta tra quelle che la commissone di valutazione ha ritenuto meritevoli di menzione per “l’originale soluzione in merito all’utilizzo delle tecnologie informatiche per la fruizione del territorio“.

Siente a me!” è un’app per smartphone e tablet, e nasce dall’idea di guidare turisti e cittadini alla scoperta di Pompei e dell’area vesuviana, suggerendo in tempo reale, le migliori proposte che offre il territorio. L’espressione napoletana “Siente a me!” si traduce nell’esortazione “Sentimi/Ascoltami!”, e infatti, l’app comunica agli utenti tutte le info sul patrimonio culturale e paesaggistico, sull’artigianato, sull’enogastronomia e sulle tradizioni locali. È possibile inoltre ricevere offerte, iniziative ed eventi del territorio.

Il sistema si compone quindi di due elementi: l’app temporanea “Siente a me!” e la piattaforma BazaaR, il framework di Epoca che veicola le app agli utenti quando si trovano nel luogo giusto e al momento giusto.

Per ulteriori sviluppi vi rimandiamo a settembre, quando Epoca andrà in trasferta a Pompei per workshop e premiazione!

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Design Thinking Workshop – Paper Stilt Race

Volete sapere com’è andato il Workshop del 10 luglio sul Design Thinking?

Team multidisciplinari composti da ricercatori, studenti e aziende del territorio si sono sfidati in una corsa su trampoli di carta costruiti seguendo l’approccio di Design Thinking. Guardate il risultato!

Il workshop è stato curato da Matteo Vignoli, socio fondatore di Epoca e Ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, con Francesco e Valeria, Service Designer ad Epoca.

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Nuova Versione Bus Bologna – BazaaR

È pronta la nuova release di Bus Bologna! Nuove funzioni per l’app di Epoca che rende facile e veloce l’utilizzo dei trasporti pubblici in città.

Se già con la prima versione era possibile cercare le fermate dell’autobus più vicine, controllare gli orari di arrivo in tempo reale e verificare i ritardi in caso di scioperi, eventi o manifestazioni fieristiche con la nuova release saranno disponibili tante nuove funzioni.

Conosci l’indirizzo, ma non la strada per raggiungerlo? BazaaR Bus pianifica il percorso più veloce con i mezzi pubblici in base alla tua posizione e alla destinazione scelta. È sufficiente inserire la tua destinazione attraverso la funzione percorsi: visualizzerai il tragitto, gli autobus da prendere e la direzione!

Non sai dove comprare il biglietto? BazaaR Bus trova il punto vendita più vicino.

Scaricando quest’app potrai essere finalmente aggiornato grazie alle rielaborazione degli Open Data e dei dati in real time messi a disposizione da Tper – azienda Trasporto Passeggeri Emilia Romagna.

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Bus Bologna si trova all’interno di BazaaR. Con BazaaR le app vengono scaricate in automatico all’interno in base alla tua posizione; quando sarai a Bologna, una notifica ti avviserà che Bus Bologna è disponibile sul tuo smartphone.

BazaaR rappresenta un potente strumento per la realizzazione di progetti nell’ambito delle Smart City, mettendo a disposizione
una piattaforma facilmente integrabile con contenuti open (e.g. Open Data, Wikipedia) a supporto di iniziative per migliorare la fruizione della città sia da parte dei cittadini che da parte dei turisti. In questa ottica si inserisce l’app Bus Bologna, all’interno di un progetto più articolato riguardante l’intero sistema di mobilità bolognese (urbano e provinciale) e regionale (anche l’azienda di trasporti START Romagna collabora al progetto per le province romagnole utilizzando BazaaR).

Provincia di Bologna e Regione Emilia Romagna hanno patrocinato il progetto e L’Agenda digitale di Bologna | Iperbole 2020 promuove BazaaR e in particolare Bus Bologna come piattaforma a supporto delle Smart City.

Info al seguente link

Cosa aspetti? Scarica subito BazaaR!

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Progetto Sugar – Design Thinking Workshop – 10 luglio 2013

Cogli l’occasione di esplorare e provare l’approccio Design Thinking con Matteo Vignoli, socio fondatore di Epoca e Ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Scopri la “sweet innovation” del Progetto Sugar e i progetti degli studenti, sperimenta le metodologie del design thinking e conosci un nuovo modo di affrontare la cultura dell’innovazione.

Programma

  • h 14.30    Welcome e networking
  • h 15.00    Presentazione del Progetto Sugar con studenti e docenti,  presentazione del Challenge e Soluzioni dei Progetti Sugar passati
  • h 15.30    Lancio Challenge workshop Design Thinking
  • h 17.30    Conclusione delle attività

Iscrizioni al seguente link

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EFM – AR Real Estate

Anno 2013

Challenge

Consentire agli operatori e agli addetti alle ispezioni nell’ambito del facility, property e real estate management di monitorare in mobilità e in real time lo stato degli immobili.

Analisi

Abbiamo indagato i processi e le reali esigenze degli utenti che svolgono le manutenzioni e le ispezioni degli immobili.

Abbiamo approfondito progetti interni già esistenti, strumenti e software in uso.

Abbiamo esplorato le nuove tecnologie a supporto del Context Awareness.

  • Gli operatori e gli addetti alle ispezioni pianificano i loro interventi sulla base di scadenze normative, senza considerare la posizione geografica degli edifici.
  • Gli addetti alle ispezioni consultano lo stato complessivo dell'immobile attraverso diverse applicazioni desktop dedicate ai diversi settori di controllo (manutentivo, documentale, ecc..).
  • Gli equipment all'interno degli edifici spesso non sono referenziati ed è molto dispendioso garantirne l'aggiornamento dello stato.

Ideazione

Abbiamo ideato una soluzione incrementale basata su tecnologie innovative di Context Awareness.

  • Prototipazione di mappe in Realtà Aumentata a supporto del processo di monitoraggio di edifici in loco.
  • Prototipazione di interazioni tramite NFC.
  • UX/UI delle interfacce di consultazione e interazione tramite smartphone.

Sviluppo

Abbiamo utilizzato il metodo Lean-Agile per implementare e testare prototipi incrementali fino alla soluzione in grado di soddisfare i bisogni del Cliente.

  • Implementazione e test di una prima soluzione a supporto della rilevazione degli edifici in outdoor che permettere all'operatore di visualizzare sul dispositivo mobile informazioni e criticità relative agli edifici limitrofi e sfruttando la Realtà Aumentata.
  • Implementazione e test di una seconda soluzione a supporto della localizzazione degli equipment indoor che sfrutta il posizionamento di NFC e la visualizzazione delle informazioni mediante funzionalità di Realtà Aumentata.
  • Implementazione e test di una terza soluzione che consente la localizzazione degli equipment su planimetrie CAD, la consultazione dei componenti dell’anagrafica impianti e la gestione del patrimonio documentale.

Risultati

  • Ottimizzazione del processo di monitoraggio immobili in loco.
  • Efficientamento della pianificazione delle ispezioni.
  • Garanzia di aggiornamento delle informazioni relative agli equipment censiti negli immobili.

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Centergross – il sistema Cuore

Challenge

Rinnovare l’immagine del Centergross, creando una piattaforma tecnologica trasversale al distretto che favorisca un rapporto di fiducia, quasi empatico, tra operatore e buyer.

Analisi

Abbiamo intervistato operatori e buyer, abbiamo osservato il comportamento degli attori coinvolti, abbiamo tratto ispirazione dal mercato mondiale e raccolto continuativamente feedback dai referenti del Centergross.
Così siamo arrivati a definire i bisogni e i desiderata da tenere in considerazione nella progettazione della soluzione.

Ideazione

In un paio di mesi sono stati progettati tre prototipi concreti che rielaborassero in modo molto diverso le peculiari caratteristiche che posizionano il Centergross nel proprio contesto competitivo:

  1. un importante centro internazionale di moda;
  2. la città del commercio per eccellenza;
  3. un’identità giovane e vivace.

Il distretto ha, in questo modo, avuto la possibilità di scegliere non solo la soluzione nella quale si riconosce maggiormente, ma anche una linea strategica sulla quale investire nel prossimo futuro.

A questa prima fase di prototipazione ne sono seguite, in sei mesi, altre due che hanno accompagnato il Centergross in modo incrementale alla piattaforma finale.

Sviluppo

Una perfetta intersezione tra il Design Thinking e l’Agile Programming ha permesso di coinvolgere attivamente gli utenti in tutte le fasi del progetto: da un lato l’esplorazione del problema focalizzata su bisogni e desideri degli utenti (direzione, operatori e buyer), dall’altro lo sviluppo per prototipi incrementali.
Abbiamo realizzato una piattaforma web ispirata al tema “The city of commerce” che, tramite una mappa interattiva e funzionalità tipiche dei Social Network, guida l’utente tra i quartieri del distretto. A corredo, è stata pubblicata un’app mobile per iPhone e Android, integrata con la piattaforma web, che si prende cura del buyer dentro il Centergross, assistendolo nella ricerca dei prodotti e servizi.

Risultati

Il risultato finale è stato un rinnovamento profondo della metodologia di rapporto del Centergross con i propri buyer e con i propri operatori.
Il Sistema Cuore è un vero e proprio Social Network B2B che permette in primo luogo di profilare in modo completo i buyer raccogliendo importanti statistiche di mercato, in secondo luogo offre agli operatori del distretto un pannello di controllo “twitter-like” che permette loro di condividere foto, messaggi e di instaurare un rapporto di fidelity con i propri buyer.
Il progetto ha vinto il premio SMAU Innovazione ICT nel 2014.

 

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InStorm – il sistema di gestione delle mareggiate

Challenge

Il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli (SGSS) della Regione Emilia-Romagna supporta le politiche regionali collegate all’ambiente e alla pianificazione territoriale attraverso la produzione di sistemi informativi territoriali e di cartografie geologiche, pedologiche e geo-tematiche.
Le competenze del Servizio si estendono alla riduzione del rischio sismico, al monitoraggio strategico di alcuni rischi naturali e all’identificazione delle risorse naturali.

 
Il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli aveva già realizzato un “Catalogo delle mareggiate storiche” allo scopo di raccogliere le informazioni sugli eventi meteomarini che hanno colpito la costa della regione Emilia-Romagna dal 1946 al 2010, classificare i tipi di impatto e le località interessate, definendo le soglie di riferimento da utilizzare per le attivazioni delle fasi di allerta costiera.

La sfida era quella di realizzare una piattaforma condivisa per accedere e operare quasi in tempo reale in caso di eventi meteo-marini offrendo supporto al servizio di allertamento costiero implementato da ARPA-SIMC, SGSS e Protezione Civile.

Analisi

La realizzazione di una piattaforma condivisa dalle diverse strutture operanti in ambito costiero non può che partire dall’analisi dei bisogni e dalla mappatura dei processi gestionali di tutti gli stakeholder del sistema. Al tempo stesso, il lavoro deve essere guidato dalle specifiche esigenze del Servizio Geologico Sismico e dei Suoli.in_storm-mockup-540x218

 

Ideazione

La progettazione della User Experience della piattaforma in-Storm è stata guidata dall’obiettivo di consentire la condivisione e l’analisi di informazioni di diversa natura.
Abbiamo delineato la natura della soluzione e progettato un prototipo concreto in grado di rendere più efficaci le azioni di previsione, prevenzione e analisi degli eventi meteo-marini impattanti.

Sviluppo

In-Storm è stato sviluppato con un approccio Agile Software Development che ha permesso a Epoca di adattarsi alle specifiche esigenze del SGSS.
La piattaforma raccoglie i dati messi a disposizione dalle strutture operanti in ambito costiero, integrandoli con i dati in tempo reale provenienti da sensori per la rilevazione di eventi meteomarini. I dati dei sensori vengono trasmessi direttamente a in-Storm dalla rete ARPA-SIMC.

Risultati

in_Storm è un sistema informativo per l’inserimento, l’organizzazione, la consultazione e l’analisi dei dati relativi ad eventi di mareggiata che producono impatti lungo le coste regionali. in_Storm consente la raccolta e la catalogazione dei dati:

  • di previsione,
  • meteo-marini provenienti anche dai sensori della rete ARPA-SIMC,
  • relativi agli impatti e alle relazioni tecniche del Servizio Tecnico di Bacino della Regione Emilia Romagna.

Queste informazioni vengono utilizzate per caratterizzare gli eventi di mareggiata.
L’innovazione sta nella possibilità di raccogliere, consultare e analizzare in un’unica piattaforma condivisa diversi dati quasi in tempo reale.
L’integrazione fra dati relativi a impatti precedentemente avvenuti, dati in tempo reale, strumenti di visualizzazione e analisi dati permette di rendere più efficaci le azioni di prevenzione, previsione e analisi degli eventi meteo-marini impattanti.

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PrototiBus

Basta un autobus di carta per far felice Andrea.

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La Notte d’Oro incontra BazaaR

Ravenna, 20 ottobre 2012 – La Notte d’Oro è sicuramente una delle più importanti manifestazioni che animano il centro di Ravenna, portando ogni anno una grande affluenza di turisti e cittadini che vogliono scoprire e riscoprire le bellezze della città: apertura serale di musei e monumenti, visite guidate per la città, ma anche musica live, spettacoli e intrattenimento nelle strade fino a tarda notte. A questo magico contesto non poteva mancare BazaaR, che grazie a una collaborazione con l’Ufficio Turismo del Comune di Ravenna, ha potuto distribuire il programma ufficiale della serata con informazioni utili su tutti i locali e tutte le iniziative, oltre alla logistica dei trasporti straordinari proposti per la serata. Per l’occasione BazaaR è stato supportato da un piccolo gruppo di ragazzi promoter che, spalleggiati da Radio Studio Delta, hanno informato i partecipanti sui servizi accessibili tramite l’applicazione.

“Ho avuto la fortuna e il piacere di vedere la Notte d’Oro da un punto di vista diverso”, racconta Margherita, “ho affiancato Chiara, Licia, Giacomo e Erik nella promozione di BazaaR, una nuovissima applicazione per gli smartphone che permette di scaricare gratuitamente il programma ufficiale della Notte d’Oro e avere informazioni sui principali monumenti ravennati”.
“Nonostante la diffidenza di alcuni e il disinteresse di altri, BazaaR ha avuto la possibilità di farsi conoscere a tantissimi ravennati incuriositi dalla semplice ma audace novità”, continua Giacomo, “sopra ogni cosa, è stata estremamente apprezzata, la possibilità di avere in tempo reale a 360°, grazie alla realtà aumentata, una visione diversa della propria città, in cui l’applicazione segue i tuoi occhi e ti informa su cosa c’è nella direzione in cui tu stai guardando”.

BazaaR-Promoter

BazaaR@StudioDelta

Un valido aiuto ai promoter è stato dato da Radio Studio Delta che, oltre a ricordare frequentemente la disponibilità di questa nuova app gratuita, ha intervistato in diretta Chiara permettendo di dare voce ai “GGGiovani 3G” come ha simpaticamente detto lo speaker, che hanno dato vita al progetto BazaaR.

Bazaar-@Notte-dOro

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START Romagna su BazaaR

Da oggi su BazaaR trovate la nuova app per conoscere orari, percorsi e linee autobus del bacino di Ravenna, realizzata in collaborazione con START Romagna.

Se ancora non conoscete BazaaR, date un’occhiata alla pagina dedicata e scaricatelo sui vostri smartphone per avere finalmente la vostra città in tasca!

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Anche il codice può avere sentimenti?

Un passaggio di codice via Skype da Damiano a Fulvio può nascondere ambigui messaggi…

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A Ravenna per le riprese del video di BazaaR

Oggi siamo stati a Ravenna per effettuare le prime riprese del video ufficiale di BazaaR, fortunatamente il meteo ci ha graziati e ora abbiamo buon materiale su cui inizare a lavorare. Il montaggio non sarà una passeggiata, abbiamo in mente di realizzare un video fuori dal comune ma siamo sicuri che ne varrà la pena per un progetto a cui teniamo tanto quanto BazaaR.

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Presto disponibile la nuova versione di BazaaR

Il team di Bazaar sta lavorando alla nuova release di Bazaar che porterà con sè molte novità per supportare applicazioni più ricche e divertenti.

Stay Tuned.

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Fatturazione elettronica – il premio “meno carta più valore”

Challenge

Supportare le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti Pubblici nazionali nella dematerializzazione dell'intero ciclo di procurement, individuando strumenti tecnologici Open Source e modelli di business che consentano di ottimizzare i costi di investimento e manutenzione.

  • Ridurre le attività manuali di controllo delle fatture e approvazione della spesa.
  • Snellire la gestione dello smistamento intra-organizzazione delle fatture ricevute.

Analisi

Abbiamo promosso e coordinato una Community di importanti organizzazioni della Pubblica Amministrazione (fra cui la Regione Emilia-Romagna nell’istituzione di Intercent-ER e di AVEN-Area Vasta Emilia Nord, il Comune di Modena, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Università di Bologna) al fine di indagare le strutture organizzative, i processi e le reali esigenze degli utenti che gestiscono il ciclo passivo, all'interno di PA differenti. Abbiamo esplorato le tecnologie Open Source applicabili al contesto e gli standard documentali maggiormente utilizzati in Europa.

  1. Nella gestione cartacea delle fatture manca completamente il tracking del documento che spesso viene perso o "dimenticato in un cassetto".
  2. Il controllo dei costi relativi alle utenze richiede settimane di lavoro, rendendo difficile la garanzia del pagamento puntuale.
  3. I prodotti Open Source spesso sono considerati poco affidabili per mancanza di assistenza diretta e per l'inaccessibilità della Community FE.
  4. Lo standard documentale ufficialmente riconosciuto in Europa è UBL.

Ideazione

Abbiamo ideato un innovativo modello organizzativo e tecnologico che vede le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti Pubblici nazionali collaborare insieme per individuare esigenze funzionali comuni e suddividere i costi di sviluppo.

  1. Workshop di co-progettazione con i membri della Community FE.
  2. Definizione di un'architettura basata su SOA (Services Oriented Architecture) per garantire all’infrastruttura un’alta flessibilità e modularità, manutenibilità ed integrabilità con i sistemi informatici già esistenti nell’ambito delle diverse PA.
  3. Definizione di workflow di processo basati su best practice condivise all'interno della Community FE.

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Sviluppo

Abbiamo utilizzato un approccio Lean-Agile al fine di supportare le PA aderenti alla Community FE in frequenti release di un prodotto Open Source modulare e integrabile con i più diffusi sistemi informativi in uso nelle PA.
Le PA che -coordinate da Epoca- hanno aderito alla Community FE, hanno partecipato attivamente al progetto implementando direttamente moduli software di FE - Fatturazione Elettronica.
Principali funzionalità disponibili:

  • acquisizione di fatture da molteplici canali di comunicazione (mediante molteplici formati di definizione dati);
  • verifica di coerenza sintattica e semantica delle fatture;
  • gestione del processo autorizzatorio;
  • integrazione con sistemi di conservazione e con alcuni sistemi contabili in uso nelle PA.

Abbiamo inoltre fornito supporto all’implementazione di moduli core di prodotto e/o personalizzazioni mission critical per le Pubbliche Amministrazioni che ne facessero richiesta.
Abbiamo organizzato numerosi eventi in collaborazione con la Community FE, al fine di presentare pubblicamente il modello Open Source di FE per la dematerializzazione dei processi nella Pubblica Amministrazione e le potenzialità dei progetti di rete.

Risultati

Nel 2011 Epoca - in quanto ideatrice, sponsor e capofila di FE - Fatturazione Elettronica per il supporto alla dematerializzazione dell’intero Ciclo Passivo nelle Pubbliche Amministrazioni - ha vinto il primo premio "Meno Carta Più Valore", promosso da FORUM PA con il Patrocinio del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, premiato a Roma dall’allora ministro Brunetta.
L’esperienza di FE-Fatturazione Elettronica ha fatto da apripista alla collaborazione con l’Agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici della Regione Emilia-Romagna (Intercent-ER) che ha portato alla realizzazione del primo Access Point PEPPOL pubblico.

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