Ricerca qualitativa

Ricerca qualitativa: i nostri tool per l’innovazione

Epoca guida le aziende all’individuazione delle opportunità e dei driver d’innovazione partendo da una profonda comprensione dei perchè.

Perchè un cliente acquista o non acquista il nostro prodotto/servizio?

Perchè la tecnologia di ultima generazione acquisita con tanti sforzi non è utilizzata?

Perchè i fornitori o i partner non si sentono motivati a dare il massimo quando lavorano per noi?

Domande come queste sono il motore dell’innovazione di prodotto, di servizio, di processo. Per dare una risposta dobbiamo immergerci ed esplorare in profondità il contesto dell’intervento e comprendere atteggiamenti, emozioni, storie e interazioni che non sono tracciabili e quantificabili, ma che guidano la progettazione di una soluzione innovativa.

La ricerca qualitativa produce thick data, ovvero dati robusti e profondi, capaci di spiegare più che di fotografare e di cogliere quegli elementi dinamici e intangibili che determinano i fenomeni visibili.

Conduciamo un progetto di ricerca qualitativa mettendo al centro le persone e utilizzando diverse tecniche:

  • osservazione (shadowing, emapthy, netnografia)

  • interviste e colloqui in profondità (destrutturate o semistrutturate)

  • focus group

  • analisi di contenuti prodotti dall’utente (diari, video, foto, racconti).

Le numerose e ricche informazioni raccolte sono poi analizzate con tecniche di clustering, che generano output tangibili come:

  • personas, ovvero archetipi di stakeholder (clienti, dipendenti, fornitori, partner, ecc.) con atteggiamenti, problemi e bisogni peculiari

  • stakeholder map, ovvero la mappa di tutti gli attori coinvolti, dal cliente che acquista all’utente che utilizza un prodotto/servizio, dal fornitore esterno al dipendente, dal partner all’azionista

  • user journey map as is, ovvero la rappresentazione dell’itinerario percorso dall’utente, che compie attività, interagisce con persone e strumenti, supera ostacoli e vive emozioni per raggiungere un certo obiettivo

  • blueprint as is, ovvero la mappa del processo che evidenzia le interazioni tra attori e touchpoint (punti di contatto fisici o virtuali)

  • storyboard, ovvero la rappresentazione visuale dell’esperienza degli utenti in contesti specifici per comunicare anche dinamiche sociali ed emotive

  • ecc …

Un output tangibile e in grado di sintetizzare senza perdita di informazione è per noi un presupposto essenziale per individuare e comunicare al cliente gli insight che guideranno la fase successiva di progettazione dell’innovazione.

 

I nostri workshop di problem setting

Spesso le aziende avvertono l’urgenza di innovare, ma hanno bisogno di incanalare questa energia e di focalizzare, selezionare e concretizzare le tante suggestioni generate a diversi livelli.

Epoca progetta workshop di problem setting, ovvero sessioni di lavoro di gruppo orientate alla generazione e alla selezione di idee.

Il workshop è un momento di lavoro vero e proprio in cui i partecipanti non sono più spettatori, ma attori chiamati a svolgere attività concrete e a confrontarsi fra loro per produrre un risultato collaborativo sotto la guida di un ricercatore/tutor che indirizza il flusso di lavoro.

I workshop proposti da EPOCA sono orientati:

  • alla comprensione del contesto in cui nascerà l’innovazione,

  • all’emersione dei problemi e delle domande a cui dare risposta con l’innovazione

  • alla generazione di idee guida per l’innovazione

  • alla condivisione degli obiettivi tra gli attori aziendali coinvolti.

La condivisione è per EPOCA l’elisir di lunga vita dell’innovazione, ovvero la reale garanzia che un processo di innovazione non inciampi nei veti incrociati di attori non adeguatamente coinvolti e motivati.